La casa del poeta Valentino Zeichen

COMUNICATO STAMPA

Sabato 21 ottobre dalle ore 15.00 alle ore 17.30 nella sala d’Armi G dell’Arsenale nell’ambito della prestigiosa Biennale Sessions sarà presentato il progetto La casa del Poeta. In memoria di Valentino Zeichen.

La giornata di studio su Valentino Zeichen (1938-2016) si concentra sulla figura del poeta fiumano, naturalizzato romano, a partire dalle stanze della sua vita quotidiana, nella sua “casa-baracca” nel cuore del borghetto Flaminio a Roma. L’iniziativa si avvale degli esiti di un seminario progettuale condotto da Orazio Carpenzano, direttore del DiAP,  all’interno del Dottorato di Architettura – Teorie e Progetto.

L’idea, condivisa con Franco Purini e Marta Manca Zeichen, è ora rilanciata dai Dipartimenti DiAP_Dipartimento di Architettura e Progetto e DSDRA_Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura, della Sapienza Università di Roma.

La presentazione in Biennale è una tappa privilegiata di un ampio e corale percorso di condivisione e riflessione sulla figura, l’opera e il lascito culturale di Zeichen. L’idea di conservare la memoria del poeta attraverso la designazione della sua dimora romana, e del suo immediato ambito, in un luogo dedicato alla poesia nasce dalla proposta spontanea e collettiva di un gruppo di intellettuali romani, amici e sodali di Valentino Zeichen. La casa-baracca, un micro luogo, ad alta densità di carica poetica, si propone come un nuovo tassello all’interno del circuito delle istituzioni culturali che insistono proprio sull’asse di via Flaminia a Roma, in continuità con la Filarmonica, il Museo MaXXI, L’Auditorium Parco della Musica, le Accademie straniere, Villa Giulia, la Facoltà di Architettura, La Galleria Nazionale.

Nell’incontro alla Biennale Sessions saranno illustrati attraverso immagini e visioni gli esiti delle proposte progettuali dei dottorandi del Dottorato Teoria e Progetto (DiAP), che hanno seguito strategie diverse, in sintonia o in conflitto con il tema del contesto, scegliendo di muoversi intorno al genius loci o proponendo soluzioni visionarie, maggiormente legata ad un’idea astratta e onirica apparentemente slegata dal programma funzionale suggerito.

Il progetto di rilievo della casa, operato dal dipartimento DSDRA diretto da Carlo Bianchini, restituisce, invece, un insieme di letture in cui le qualità immateriali della casa baracca prevalgono sulla consistenza fisica della dimora, un microcosmo di memorie e di frammenti affastellati all’interno di un contenitore fragile.

Le azioni creative di Zeichen saranno restituite inoltre attraverso la presentazione degli affascinanti collages, opere degli anni  ’70 dello scorso secolo, attraverso un racconto visivo della casa con gli scatti fotografici di Dino Ignani e dall’originale lettura scenica dell’opera di Valentino Zeichen APOCALISSE NELL’ARTE, per l’adattamento e la regia di Anna Rita Chierici, interpreti Anna Rita Chierici e Francesco Siciliano.

 

Partecipano:

Orazio Carpenzano/Direttore DiAP_Dipartimento di Architettura e Progetto

Carlo Bianchini/Direttore DSDRA_Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura

Anna Maria Giovenale/Preside Facoltà Architettura Sapienza

Luca Ribichini/vice Preside Facoltà Architettura Sapienza

Antonino Saggio/Dottorato di ricerca in Architettura Teorie e Progetto

Professori/Alessandra Capanna, Rosalba Belibani, Anna Giovannelli, Alfonso Ippolito, Marzia Marandola, Renato Partenope, Antonella Romano, Simona Salvo, Donatella Scatena

Tutor/Paolo Marcoaldi, Marco Pitrosanto

Dottorandi/Martina Attenni, Fabio Balducci, Alessandro Brunelli, Livio Carriero, Giovanni Rocco Cellini, Lelio Di Loreto

e con

Marta Manca Zeichen

Dino Ignani, fotografo

Anna Rita Chierici attrice

Francesco Siciliano attore

Maria Ida Gaeta, Casa delle Letterature Roma

L’obiettivo culturale della presentazione alla Biennale è quello di condividere e diffondere l’opera di Zeichen, riflettere sulla necessità di conservare la memoria materiale e immateriale del suo lavoro.

Quale luogo migliore se non la Biennale di Venezia come spazio per il dibattito tra poesia, arte e architettura, tra patrimonio materiale e immateriale e sua conservazione.

Attraverso il contributo di giovani ricercatori, dottorandi, artisti, poeti, fotografi, con il dibattito pubblico è avviato un confronto dialettico sull’importanza del tema proposto e sulla necessità di istituire a Roma la Casa del Poeta.

 

 

IL Luogo/la casa baracca

La casa è situata al Borghetto Flaminio, in uno dei luoghi mitici e fondativi di Roma, a pochi metri da Piazzadel Popolo, all’interno di un micro tessuto alle pendici del colle della villa Strohl-Fern. Si tratta di un volume rettangolare ad un piano, delle dimensioni di circa 5 mt per circa 15 mt , braccio di un sistema insediativo che può essere definito come una corte collettiva. Emerge infatti l’ abitazione come parte di quadrato di 30 mt di lato, organizzato intorno ad uno spazio aperto su cui affacciano due abitazioni e una carrozzeria. Questo sito è parte di un sistema di edilizia minuta abusiva, sorta lungo l’importante consolare della via Flaminia, a ridosso di manufatti di piccola industria, ormai in disuso ed in parte riconvertiti ad altra funzione. La casa, come molte in questo luogo, è sorta spontaneamente ed è stata occupata da Zeichen verso la fine degli anni sessanta.

Il poeta, come altri intellettuali del periodo, occupò la casa in analogia alle diffuse pratiche di riappropriazione. La definizione data da Valerio Magrelli di “casa baracca” appare la più conforme per descrivere questo oggetto. Il manufatto, pur fondato sull’archetipo della casa a “corte”, è caratterizzato da una certa fragilità costruttiva. Il carattere temporaneo dei suoi elementi costruttivi fa pensare ad un riparo di fortuna, un rifugio che deve assolvere alla sua funzione essenziale, mentre la città diviene la vera dimora sociale e culturale del poeta.

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Commenti (2)

  1. Un eremita-mito del mondo moderno dal quale si è autoescluso per vivere per/di poesia. La sua baracca casa è una condizione di vita quasi estrema che, tuttavia –miracolosamente- non gli nega l’ “ispirazione” per il lavoro poetico.

    • Valentino non era affatto un autoescluso! Assolutamente no! Lui amava la serate, la compagnia e l’allegria. Valentino amava la conversazione diceva che era la cosa più importante per lui. Valentino aveva bisogno di poco per vivere, era un vero poeta, un artista a tutto tondo. La baracca era la sua casa è vero, ma anche il simbolo della sua scelta di vita, vivere con niente, senza possedere niente di niente. Valentino era la persona più simpatica e ironica che abbia conosciuto. Aveva moltissimi amici che incontrava quotidianamente, non era mai solo. Lui addirittura si autodefiniva un “mondano”. Insomma, tutt’altra persona!

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