Lucio Mariani, in memoria di te

da Farfalla e segno (Crocetti, 2010)

Giochi d’acqua

Né una stella né un demone o un’avèrla
mi chiesero di esistere. Pure ti parla
ancora e ti sorride uno dei mille
e mille giochi d’acqua, un caso della forma,
la drupa lavorata dalle prove del tempo
fatta colma di sangue, che guardi e accarezzi.
Né una stella né un demone domanderà
quando vorrò morire. Ma insiste l’ora e l’ombra
si propaga sulla spalla, insiste nelle frazioni
e i multipli a devastare puntigliosamente
mentre rifiuto il fratello sconosciuto
che mi rende
i suoi occhi malati nello specchio.
Non mi chiede una stella di scrivere la vita
e con le dita stringere il sogno e la memoria.
Ma
la penna e l’ago della mia ferita.

*

da Canti di Ripa Grande (Crocetti 2013)

Mikonos

Sono tornato all’isola dei venti
dove svetta e governa fra i gerani
il girasole.

Dove la canna inarca lance al meltemi
che fa calva la roccia e scala al mare,
farneticando fra rovigli bruni
fra bruni grilli e brune lagartíglie
in concerto di fasci sibilanti sulla battigia,
tentativi di turbine, poi mille costure all’acqua.

Strappa il cielo una nuvola.
Il bavero del vecchio caicco
si gonfia, è un fico maturo,
vola come un messaggio verso Delo
porta sacra del divino intervallo.
Qui una regola di civiltà pietosa
non consentiva nascita né morte.

Laggiú tra le sedie cresciute sulla spiaggia
Chatzidakis piange la sorte del postino
con tutte le corde delle correnti di mare.

Si scorda dove porta la strada.

*

Sera d’estate. Salendo lungo l’erta
il passo rischia insidie ad ogni tratto
mentre lenti fendiamo due sipari
di querce e mirti, lecci e faggi in branchi
scolpiti come coltri d’ombra fitta.
E finalmente
le stanche vene arrivano
sul culmine di Tuscolo.

Lucio Mariani, poeta e saggista, (Roma 1936 – 2016). La sua opera in poesia è stata pubblicata nei volumi Indagine di possibilità (Roma 1972), Antropino (Cittadella di Padova, 1974), Ombudsman ed altro (Milano 1976), Panni e Bandiere (Roma 1980), Bestie segrete (Milano 1987), Dispersi gli alleati (Milano 1990), Pandemia (Roma 1990, sotto l’eteronimo di Astro Falisco), Il torto della Preda (Milano 1995), Kata ta physikà (Roma 1997), Qualche notizia del tempo (Milano 2001), Profondo amar profano (Lecce 2004) Il sandalo di Empedocle (Milano 2005), Parola estrema (Milano 2007).

Nel 2010 è uscita la raccolta di poesie scelte (1972/2009) Farfalla e segno (Milano) e nel 2013 la raccolta di poesie scelte a cura di Crocetti, Canti di Ripa Grande. Sue sillogi antologiche sono state pubblicate negli USA – Echoes of Memory (Wesleyan University Press, U.S.A. 2003), in Francia – Conaissance du temps (Gallimard 2005) e in Spagna – Busqueda de la sombra (Huerga & Fierro 2008).

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