Nicola Gardini a Pistoia, “Dialoghi sull’uomo”


Che cos’è il creare? Chi ha il potere di creare? Chi costruisce qualcosa è creatore? Si crea solo quando si mette davanti agli occhi degli altri qualcosa di nuovo? Scoprire è creare?

Nell’ambito del festival di antropologia Pistoia – Dialoghi sull’uomo, che si svolgerà dal 25 al 27 maggio nella città toscana, lo scrittore e classicista Nicola Gardini risponderà a questi interrogativi sabato 26 maggio, alle 15 in piazza San Bartolomeo. Convinto indagatore del lessico latino e greco, ricostruirà momenti di un discorso sulla creatività che parte da molto lontano, con esempi provenienti da poesia, filosofia, retorica e critica d’arte.
Nell’incontro Il centauro femmina: per un primo vocabolario di creatività lo scrittore chiama in causa concetti contrastanti come arte e natura, novità e tradizione, genio e abilità, soggettività e mondo, conoscenza e intuizione, intenzione e caso, originalità e realtà, verità e finzione.

Gardini, oltre ad essere classicista, poeta, narratore, pittore e traduttore, insegna Letteratura italiana e comparata all’Università di Oxford. Da giovedì 17 maggio in libreria il suo nuovo saggio “Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo”, edito da Garzanti.

Tra gli altri ospiti del festival, parleranno di “Rompere le regole: creatività e cambiamento” , tema della IX edizione dei Dialoghi lo scrittore Marco Belpoliti, la scrittrice Nadia Fusini, l’antropologo e scrittore Adriano Favole e la scrittrice Simonetta Agnello Hornby.

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Commenti

  1. Testamento
    [Vi lascio le parole senza suono]
    [a Luigia Sorrentino]

    Vi lascio le schegge. Vi lascio il sole.
    Vi lascio la grandine, la pioggia, il vento.
    Vi lascio i cascàmi radioattivi,
    La ricchezza del mondo in poche mani,
    Le macromolecole di veleni.
    Vi lascio le vernici, la plastica, i trucioli
    E il grafene.

    Vi lascio le parole senza suono,
    I sentieri del dolore,
    Le vie della mano sinistra,
    Il catrame, le maschere, le colle,
    L’alluminio in lamine lucenti,
    Le limature, la calce viva, le polveri sottili.
    Vi lascio il sorriso del prigioniero.
    L’ansia d’azzurro di madri nel nero.

    Vi lascio.
    Vi lascio le stelle che brilleranno.
    Vi lascio quest’uomo nel fango.
    Vi lascio il fango.
    Vi lascio i versi del poeta, il suo gesto,
    I frammenti sparsi nei libri.

    Vi lascio i libri
    [Per essere più liberi].

    Gino Rago

    e-mail: ragogino@libero.it

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