I vincitori del Premio Mauro Maconi 2018


La giuria del Premio “Mauro Maconi”, composta dal Presidente, Maurizio Cucchi, Giuliana Nuvoli, Giorgio Prestinoni, Mario Santagostini, Giovanni Tesio e Valeria Poggi,  ha votato all’unanimità il vincitore della Sez.A- Premio per l’opera poetica in lingua italiana edita nel periodo intercorrente tra il 1 gennaio 2017 e il 30 aprile 2018 che risulta essere:

Giancarlo Pontiggia – “Il moto delle cose”, Mondadori 2017.

La stessa giuria del Premio “Mauro Maconi”, ha votato all’unanimità il vincitore della Sez.B “Premio Giovani” che risulta essere:

Maria Borio per la raccolta “L’altro limite”, Lieto Colle/Pordenonelegge 2017

MOTIVAZIONE
Giancarlo Pontiggia – Il moto delle cose, Mondadori 2017

Passo su passo, libro dopo libro, Giancarlo Pontiggia è venuto gradualmente a comporre un’immagine di sé sempre più netta e matura, che possiamo oggi considerare con sicurezza un riferimento importante nella poesia del nostro tempo. Il moto delle cose (Mondadori) è un’opera molto incisiva per la forza interna del suo pensiero poetico e per l’emozione che il rapporto con il mondo, nella sua realtà e nel suo mistero, crea nel poeta che sa trasmetterla al lettore. Ma sempre con mano ferma, con controllato esercizio antiretorico della ragione e in una varietà elegante di stili esente dall’uso di effetti speciali. E tutto questo si deve, anche, alla grande apertura e solidità culturale dell’autore, alla sua piena consapevolezza linguistica e formale, che gli consente, tra l’altro, di passare dalla brevità scandita di testi quasi epigrammistici a movimenti di più ampio respiro. L’insieme viene dunque a costituire un vero e proprio organismo, ricco di rimandi e richiami interni e sapientemente costruito nei suoi passaggi e nelle sue sobrie architetture. Una personale interpretazione dell’esserci, come è necessario che la vera poesia riesca a proporci nelle diverse voci dei suoi migliori interpreti e nel tempo, è dunque quella che Giancarlo Pontiggia sa offrirci con “Il moto delle cose”.

(Maurizio Cucchi)

MOTIVAZIONE

Maria Borio, “L’altro limite”, Lieto Colle/Pordenonelegge 2017

Attiva in due campi, quelli della poesia e della ricerca nel panorama della nostra letteratura contemporanea, Maria Borio, nata a Perugia nel 1985, aveva esordito con la silloge Vite unite , uscita nei quaderni collettivi di poesia contemporana edito da Marcos y Marcos tre anni fa. L’altro limite, edito da Lietocolle nella collezione Pordenonelegge, è dunque la sua prima opera organica di poesia, ed evidenzia una già sicura maturità espressiva in componimenti di meditazione lirica, che si aprono però nella realtà di scenari o vere e proprie scene dove l’io lirico si confronta con altre figure in un gioco di limiti – ce lo indica il titolo – , limiti che possono assumere varie connotazioni, come le varie manifestazioni della forma, dalla forma libro, alla forma pagina, o corpo, o quella delle diverse immagini che la poesia produce. Maria Borio realizza un canto basso, prosastico, volutamente opaco, argomentando tra concreto e astratto, utilizzando modalità di versificazione diverse, arrivando anche alla prosa poetica, navigando nell’accadere di una realtà sensibile che appare fin troppo definita nei dettagli, eppure dopo tutto cangiante, inafferrabile. Osserva, dunque, come ci dice, “le cose e il mondo” in una loro difficile connessione, interrogandosi, e nel segno e nel senso mai risolto di questo interrogarsi è il suo percorso, ed è il sottile filo conduttore interno della sua poesia.

(Maurizio Cucchi)

La cerimonia ufficiale di premiazione si è tenuta  a Milano il 14 giugno al Belvedere di Palazzo Lombardia.

 

 

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