Luigia Sorrentino, “La squadra”

Luigia Sorrentino / Credits ph. Angelo Nitti

La squadra

nasconde il più profondo inverno
la notte va avanti fino all’alba
a palpebre socchiuse, le lettere di un nome
inciso a colpi d’ago nelle vene
addormentate, rovi selvatici
hanno visto sangue e vomito

la polvere bianca sventra il proprio
antecedente, quello che era prima
delle stelle, nel tempo anteriore
alla città indifferente

seduti in cerchio bruciavano neve
nella carta stagnola, fiammella venerata
laccio emostatico stretto con i denti

morte caduta nelle braccia
crivellate di colpi
presenza terribile nello sterno

degrada il terriccio
dietro le scale della villa comunale
la metamorfosi nella capra
la sola davvero scelta

la squadra compie il rito
l’anestesia recupera la parola rubata
la parola amata

la violenza fondatrice umanizza
il nostro sguardo
conduce su una prospettiva che muta
dallo sfondo
sposta l’immagine in primo piano

allora vedi la giovinezza
nella macchia scurissima che la inghiotte
scendi nelle crepe in cui non sei mai stato
nella ferita che voi non avete mai visto

la grande opera è sola

Luigia Sorrentino, La squadra

Luigia Sorrentino è nata a Napoli. Vive a Roma e lavora alla RAI.  In poesia ha pubblicato: C’è un padre (Manni, 2003), Prefazione di Ruggero Cappuccio, raccolta comprendente opere giovanili; La cattedrale (Il ragazzo innocuo, 2008), L’asse del cuore («Almanacco dello specchio» Mondadori, 2008), La nascita, solo la nascita (Manni, 2009), Prefazione di Maurizio Cucchi; Olimpia (Interlinea, 2013), Prefazione di Milo De Angelis, Postfazione Mario Benedetti; La necessità in: Quadernario di Poesia a cura di Maurizio Cucchi, (LietoColle, 2015); Olimpia, (Recours au Poème Editeur, 2015), Traduzione di Angèle Paoli; Inizio e Fine, Prefazione di Maurizio Cucchi, (I Quaderni de La Collana Stampa2009, Varese, 2016); Figure de l’eau/Figura d’acqua, con acquerelli e inchiostri di Caroline François-Rubino, Traduzione di Angèle Paoli (Al Manar, 2017); Début et Fin, con inchiostri di Catherine Bölle, Traduzione di Joëlle Gardes (Al Manar, 2018). Nel 2019 uscirà negli Stati Uniti Olimpia, nella traduzione di Anthony Molino e Gray Shuterland, (Negative Capability Press).

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Commenti (5)

  1. Stupenda immagine di un periodo ..in cui stiamo vivendo…certo non dei migliori ..a colpi d’ago nelle vene ..come dice la Sorrentino…grande poetessa che sa leggere nel tempo ..vede la giovinezza nella macchia scurissima che la inghiotte.
    ,la grande opera e sola .(.ma viene fuori..) .

  2. Squadra qui è da intendersi come gruppo di persone che agisce omogeneamente e rigorosamente. Una squadra di persone che agisce insieme. Si riconoscono come simili, “irregimentati” nel rituale di morte. Non esiste nulla al di fuori del loro “ordine” auto-distruttivo, nessuna via di uscita.

  3. Questa poesia mi ricorda tanto i ragazzi che frequentavano la Villa Comunale di Torre del Greco molti di loro sono scomparsi giovanissimi.Mi sembra che Lei attraversando questi luoghi vedeva tutto questo?

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