Vincenzo Frungillo, “Testo per due voci e un solo personaggio”

Vincenzo Frungillo

Testo per due voci e un solo personaggio

A.
… che passa da qui con rumore di pieghe,
il fantasma non dorme, ripete la parte,
e le intenzioni, le promesse fatte,
tracimano all’altezza dell’età adulta,

quando la cura delle tazze,
delle ciotole per il latte,
non è eterna, e il rosa non è più rosa.
Tutto ciò che passa da qui

ora è scia silenziosa,
ma muore ciò che muore
con un soffio, un colpo secco;

noi teniamo il passo,
con le spalle, il busto eretto,
abbiamo questo, nient’altro.

Nella chiesa di Santa Chiara
sono annotati uno ad uno,
una targa fa l’elenco dei caduti,
se leggi con attenzione,

tra i morti ci sono anch’io,
sono lì vergato ma vivo;
come un rigattiere apprezzo l’armadio cinese,
le mensole novecento,

oggetti come bivi,
addomesticati, ma vivi;
sente chi usa le parole

se si cala nelle strettoie,
come un filo di rame, un’animella,
sotto la sfera terrestre

bisogna ascoltare ciò che è vero,
forarlo dalla parte del vuoto,
soffiarvi dentro …

Vincenzo Frungillo, Testo per due voci e un solo personaggio

Vincenzo Frungillo, nato a Napoli nel 1973, è poeta, saggista e autore di testi per il teatro. In versi ha pubblicato Fanciulli sulla via maestra (2002), Ogni cinque bracciate. Un estratto (finalista premio Delfini, 2007), Ogni cinque bracciate. Poema in cinque canti (con una prefazione di Elio Pagliarani ed una postfazione di Milo De Angelis, 2009), Il cane di Pavlov. Resoconto di una perizia (Premio Russo-Mazzacurati, 2013), La disarmata (AA.VV., 2014), Le pause della serie evolutiva (2016). Per il teatro ha scritto Il cane di Pavlov. Un monologo (Premio di drammaturgia Fersen, 2013), Spinalonga. Una drammaturgia sulla corruzione (2016); il suo recente libro di saggi si intitola Il luogo delle forze. Lo spazio della poesia nel tempo della dispersione (2018).

 

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