Mary Barbara Tolusso, “Disturbi del desiderio”

Mary Barbara Tolusso

ANIMALIA

I

La tua testa esce un quarto dal quadro.
Non è una panoramica, non simile a un cerchio
e non cammina sulla luna che porta

via tutto anzitempo. Intorno
a me niente che possa testimoniare
la sua importanza, né un fiore, né una parola
e qualunque cosa io dica è un copione
che non conosco. Nessuna eredità da guadagnare,
frammenti, trucioli, qualche lettera, un anello
che io possa averlo. Ciò che mi è saltato
tra gli occhi emette solo una lunga quiete.
Non so neppure dove ha mai lasciato i baffi
e quante volte è uscita di senno. A casa il giorno
non tornava ché a casa torna sempre
il prigioniero. Entrava dall’ozio
dell’aria, da un foro nella mano o per un’improvvisa
debolezza di un vaso.

LA DISTANZA

Dovrei piangere qui, quando accendo l’idromassaggio,
sull’ossigeno soffocato dai liquidi. Ma vedi,
non immagino i morti, solo la sostanza,
la secrezione interna, gli elementi
del sangue, con imbarazzi, i piedi
stretti nella fascia bianca.

“Ma io non c’entro,
io non ho fatto niente… l’infarto… lo sa bene”

E’ troppo tardi per ricominciare,
o forse, fra qualche anno, sarò
una donna arrivata.


UNA FAMIGLIA FELICE

Ho sognato un letto e due cuscini, di farmi
crescere le mani di traverso per soffocarli
nel sonno. Non che non li conoscessi,
qualche fotografia, forse, qualche parente,
un gatto avrebbe potuto saperne di più.
Esitavano sull’immagine
aperta in confronto all’amore la vita
sembra solida.
A tavola, sul divano, sotto una luna
d’intonaco loro mi amano con dieci miliardi
di cellule. Solo così vivere, né si può chiedere
il riso matto dei Penati, il giocattolo di Caino.

 

Mary Barbara Tolusso è nata a Pordenone e vive tra Trieste e Milano. Scrive per la pagina culturale del quotidiano “Il Piccolo” e per altre testate. Ha pubblicato alcune raccolte di poesia e il romanzo L’Imbalsamatrice (Roma, Gaffi, 2010). E’ presente nell’antologia Velocità della visione, Poeti dopo il Duemila (Fondazione Mondadori, 2017). Ha tradotto Giacomino da Verona per il volume Visioni dell’aldilà prima di Dante (Mondadori, 2917). Ha vinto il Premio Pasolini (2004) e il Premio Fogazzaro (2012).

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