Il rosa Tiepolo

Giambattista Tiepolo, Scherzo 23, acquaforte

DAL RISVOLTO DI COPERTINA

«Il rosa Tiepolo getta sull’opera del pittore veneziano una luce fulminante, che la fa apparire per quello che essa è, ovvero il riepilogo e l’apogeo, nel linguaggio delle forme, del genio italiano tanto pagano quanto cristiano».

MARC FUMAROLI

«Un libro che ha la forma del suo oggetto».

UMBERTO ECO

«Tiepolo: l’ultimo soffio di felicità in Europa. E, come ogni vera felicità, piena di lati oscuri, non destinati a scomparire, anzi a prendere il sopravvento. Riconoscibile dall’aria che spira senza ostacoli e senza sforzi, come non sarebbe più avvenuto dopo quella volta. In paragone con Tiepolo, la felicità di Fragonard è costruita operando tacite esclusioni. Mentre Tiepolo non esclude nulla. Neppure Morte, che viene accolta fra i suoi personaggi e non si fa troppo notare. La felicità che Tiepolo emana non necessariamente abitava in lui stesso. Può darsi che le abbia detto in molte occasioni di ripassare più tardi, perché al momento doveva finire un lavoro ed era in ritardo».

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