Patrick Williamson, da “Traversi”

Patrick Williamson, credits Photo Dino Ignani

Outhouse

Open, the air chills my neck,
pare the gloom, take down
the old scythe. Papers damp.
This is the burden. Burn them.

Blinkers, halters, take them
off the hook. These boxes,
yellow with crumbling stone,
collapse at the sides. Smoke.

That clock has struck its last,
but irons still clatter, look
through a glass, darkly, love,
billowing, more acrid. Be rid.

Emerge into sunlight. Squint.
You stand there, you swish
as tracks shuffle, light up,
outstretched hands. Ask me in.

Capanno

Apri, l’aria mi rinfresca il collo,
sbuccia le tenebre, tira giù
la vecchia falce. Giornali umidi.
Ecco il fardello. Bruciali.

Paraocchi, briglie, levali
dall’uncino. Queste scatole,
gialle di pietra in briciole,
si sfasciano ai lati. Fumo.

L’orologio ha battuto l’ultimo colpo,
ma i ferri tintinnano ancora, guarda,
attraverso un vetro, oscuro, amore,
in volute, più acre. Liberatene.

Emergi nel sole. Strizza gli occhi.
Te ne stai lì, un fruscìo mentre i brani
scorrono a caso, accendi una sigaretta,
le mani spalancate. Invitami.

Crossings

The swell of lift & descent
in the dark a howling wet wind
here we go, half way up, then
pitch again, toss & plunge,
hold on, for life is not drowning.

Softly, like a whisper, the surf
releases, o my god,
its tongue reaches, eyes wide open,
its next breath draws in
harsh & rasping, the rush of silence
the sated wind sweeps up, love
clutching fingers break free
sliding back, tugged by undertow.

I was a child too, imagined
shadowy creatures reach up
& strip away the covers –
the cold, we are joined
myself, black-blue sea,
swept away, swirling rafts
skating over the fathoms.

Traversi

L’altalena di ascesa & discesa
vento umido ululante nel buio
andiamo, su di un poco, giù
di nuovo, scossa & spinta,
tienti forte, vita è non affogare.

Lieve, in un sussurro, la schiuma
rilascia, mio dio, ci sfiora
la sua lingua, occhi sbarrati,
il respiro seguente ci ripiglia
rauco e violento, l’immediato silenzio
che il vento spazza, sazio, amore
stretto fra le dita che si aprono
riscivolando, ci tira la risacca.

Ero un bambino anch’io, mi figuravo
creature d’ombra risalire
& strappare le coperte –
il freddo, siamo uniti
io, il mare azzurro-nero
spazzato via, zattere vorticanti
pattinano su abissi d’acqua.

«Tutti gli aspetti di Traversi, i riferimenti allegorici al viaggio e al conflitto e quelli più specifici di elementi naturali e ambientali, si saldano con quelli letterari e perfino mitologici. […] Tutti insieme contribuiscono a formare un territorio e un percorso complesso ed essenziale allo stesso tempo: quello della violenza e della precarietà dell’esistenza umana, della ferita aperta dei conflitti che solo attraverso la nostra consapevolezza può diventare fonte di poesia.»

(Luigi Cannillo)

Patrick Williamson abita vicino a Parigi. Traduttore nel settore dei servizi finanziari e relatore di una tesi specialistica in traduzione all’ESIT, Université Sorbonne Nouvelle, è anche poeta e traduttore letterario, e ha pubblicato una dozzina di opere. Le sue ultime raccolte sono Beneficato (inglese-italiano, Samuele Editore, 2015), Tiens ta langue/Hold your tongue (Harmattan, 2014), Gifted (Corrupt Press, 2014), e Nel Santuario (Samuele Editore, 2013; Menzione speciale della Giuria del XV Concorso Guido Gozzano, 2014). Ha curato e tradotto The Parley Tree, An Anthology of Poets from French-speaking Africa and the Arab World (Arc Publications, 2012), e ha tradotto fra gli altri Tahar Bekri, Gilles Cyr, Guido Cupani and Erri de Luca. È membro fondatore dell’agenzia transnazionale Linguafranca.

 

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