Alida Airaghi, da “L’attesa”

Alida Airaghi

Io, in attesa
e ferma, come una cosa
qualunque, trascurata, inessenziale
(non mi avesse vista,
un mattino; oppure subito
– così! – cancellata).
Ad aspettare
un nuovo sguardo,
nuovo davvero, non educato;
o la mano che osa alzarsi
sulla mia. Poi resta
sospesa, senza appoggiarsi,
turbata.

*

Il silenzio cade,
e qualcuno non verrà mai più.
Mai più per sempre.
Per sempre zitta la sua voce,
ogni parola.
Riguardiamo le foto,
sistemiamo i biglietti d’auguri,
i filmini superotto, le cassette
registrate. Poi torna il silenzio,
da solo: aspettando
oltre i muri un’assenza.

*

La sua assenza, il suo mancare,
non imprimere il gesto nell’aria,
la voce nel silenzio; la traccia delle scarpe
sulla neve in giardino, il calco
della mano sul cuscino del divano.
E’ tutto cancellato,
divorato dal niente.
Così resto a pensare, cerco di ricordare:
com’era veramente la sua faccia
se mi guardava e tratteneva il fiato.

da L’attesa, Marco Saya Editore, 2018

 

Alida Airaghi è nata a Verona nel 1953 e risiede a Garda.Tra le sue raccolte di poesia: Litania periferica (Manni 2000), Il silenzio e le voci (Nomos 2011), Elegie del risveglio (Sigismundus 2016). Per Einaudi ha pubblicato la raccolta di poesie Omaggi (2017).

Scelta e selezione delle poesie di Alida Airaghi a cura di Luigia Sorrentino

 

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