Dylan Thomas, due poesie

Dylan Thomas nella traduzione di Maria Borio

Al principio…

Al principio era una stella a tre punte,
Un sorriso di luce attraverso il volto vuoto,
Un ramo di osso attraverso l’aria che si radicava,
La sostanza divisa che diede midollo al primo sole,
E, bruciando cifre nel giro dello spazio,
Cielo e inferno si mescolavano roteando.

Al principio era la pallida firma,
Sillabata tre volte e stellata come il sorriso,
E dopo vennero le tracce nell’acqua,
Timbro del volto coniato sulla luna;
Il sangue che toccò la croce e il graal
Toccò la prima nuvola e lasciò un segno.

Al principio era il fuoco crescente
Che incendiava le atmosfere da una scintilla,
Una scintilla a tre occhi, rossi occhi, spuntata come un fiore,
La vita sorgeva e zampillava dai mari rotanti,
Esplosa alle radici, pulsati dalla terra e dalla roccia
Gli oli segreti che guidano l’erba.

Al principio era la parola, la parola
Che forma le solide basi della luce
Estrasse tutte le lettere del vuoto;
E dalle nuvolose basi del respiro
La parola fluì in alto, traducendo al cuore
I primi caratteri della nascita e della morte.

Al principio era la mente segreta.
La mente era chiusa e saldata nel pensiero
Prima che il caos si dividesse al sole;
Prima che le vene si scuotessero nel loro setaccio,
Il sangue lanciò e sparse ai venti della luce
L’originale costola dell’amore.

Traduzione di Maria Borio

*
In the beginning…

In the beginning was the three-pointed star,
One smile of light across the empty face,
One bough of bone across the rooting air,
The substance forked that marrowed the first sun,
And, burning ciphers on the round of space,
Heaven and hell mixed as they spun.

In the beginning was the pale signature,
Three-syllabled and starry as the smile,
And after came the imprints on the water,
Stamp of the minted face upon the moon;
The blood that touched the crosstree and the grail
Touched the first cloud and left a sign.

In the beginning was the mounting fire
That set alight the weathers from a spark,
A three-eyed, red-eyed spark, blunt as a flower,
Life rose and spouted from the rolling seas,
Burst in the roots, pumped from the earth and rock
The secret oils that drive the grass.

In the beginning was the word, the word
That from the solid bases of the light
Abstracted all the letters of the void;
And from the cloudy bases of the breath
The word flowed up, translating to the heart
First characters of birth and death.

In the beginning was the secret brain.
The brain was celled and soldered in the thought
Before the pitch was forking to a sun;
Before the veins were shaking in their sieve,
Blood shot and scattered to the winds of light
The ribbed original of love.

E la morte non avrò più dominio…

E la morte non avrà più dominio.
I morti nudi saranno una cosa
Con l’uomo nel vento e la luna d’occidente;
Quando le loro ossa saranno spolpate e le ossa pulite scomparse,
Ai gomiti e ai piedi avranno stelle;
E se impazziranno saranno sani,
Se affonderanno nel mare risaliranno,
Se gli amanti si perderanno l’amore sarà salvo,
E la morte non avrà più dominio.

E la morte non avrà più dominio.
Sotto le sinuose correnti del mare
Giacendo a lungo non moriranno nel vento;
Contorcendosi sui cavalletti mentre i tendini cedono,
Legati a una ruota, non si spezzeranno:
La fede nelle loro mani si spaccherà in due,
E l’unicorno maligno da parte a parte li percorrerà;
Strappati da ogni lato non si schianteranno,
E la morte non avrà più dominio.

E la morte non avrà più dominio.
Non più potranno gridare i gabbiani al loro orecchio
O le onde infrangersi urlando sulle rive del mare;
Dove sbocciò un fiore non potrà un fiore
Sollevare il capo contro i soffi della pioggia;
Ma anche se folli o morti come chiodi,
Le teste degli uomini martelleranno dalle margherite;
Irromperanno nel sole fino a che il sole non precipiterà;
E la morte non avrà più dominio.

Traduzione di Maria Borio

*
And death shall have no dominion…

And death shall have no dominion.
Dead man naked they shall be one
With the man in the wind and the west moon;
When their bones are picked clean and the clean bones gone,
They shall have stars at elbow and foot;
Though they go mad they shall be sane,
Though they sink through the sea they shall rise again;
Though lovers be lost love shall not;
And death shall have no dominion.

And death shall have no dominion.
Under the windings of the sea
They lying long shall not die windily;
Twisting on racks when sinews give way,
Strapped to a wheel, yet they shall not break;
Faith in their hands shall snap in two,
And the unicorn evils run them through;
Split all ends up they shan’t crack;
And death shall have no dominion.

And death shall have no dominion.
No more may gulls cry at their ears
Or waves break loud on the seashores;
Where blew a flower may a flower no more
Lift its head to the blows of the rain;
Though they be mad and dead as nails,
Heads of the characters hammer through daisies;
Break in the sun till the sun breaks down,
And death shall have no dominion.

Dylan Thomas (Swansea, 27 ottobre 1914 – New York, 9 novembre 1953) è stato un poeta, scrittore e drammaturgo gallese. Nel corso di una vita straordinariamente intensa, per quanto breve, Dylan Thomas ha scritto poesie, saggi, sceneggiature, racconti (molti a sfondo autobiografico) e un dramma teatrale dal titolo Sotto il bosco di latte la cui versione radiofonica ha vinto il Prix Italia nel 1954. Figlio di un professore della grammar school di Swansea, Dylan Thomas mostra sin dall’infanzia i segni di una vocazione sicura. A soli vent’anni scuote l’ambiente letterario londinese con Diciotto poesie (Eighteen poems, 1934), nel quale afferma lo stile di una poesia naturale e istintiva, per quanto pervasa da un’inquietudine oscura.
Insieme a un gruppo di giovanissimi poeti e scrittori, s’impone come alfiere di un cosiddetto “nuovo romanticismo”, sorto in reazione all’intellettualismo e al classicismo di cui erano accusati Auden, e i poeti del suo gruppo. Al 1936 risalgono le Venticinque poesie (Twenty-five poems), cui seguono Il mondo che respiro (The world I breathe, 1939), e La mappa d’amore (The map of love, 1939) che comprende liriche e prose. Il libro che raccoglie le sue poesia più note è Morti e ingressi (Deaths and entrances,1946). Le varie raccolte di poesie apparse tra il 1934 e il 1952 sono state poi ripubblicate nel volume Poesie scelte 1934-1952 (Collected poems 1934-1952, 1952).Poco prima della morte pubblica Il medico e i diavoli (The doctor and the devils, 1953).

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