Domenico Ingenito, “Per camminare rapidi sulle acque”

Nello scaffale, Domenico Arturo Ingenito
a cura di Luigia Sorrentino

Se ancora sappiamo dell’umano essere amici”
A sua água era antiga
Herberto Helder

dalla Prefazione di Tommaso di Dio

Un’alta, perpetua ansia di rinnovamento pervade la raccolta d’esordio di Domenico Arturo Ingenito. Per camminare rapidi sulle acque, fin dalle prime pagine, intende trovare le parole esatte per dire addio al secolo appena trascorso e alla tanta sua poesia che ha intravisto esclusivamente nel negativo della parola e nell’agonia di ogni significato la possibilità della propria esistenza. Al lettore – e forse ancor di più al lettore futuro – saranno date le condizioni per verificare quanto l’impeto di questi versi sia un segnale fondato e fecondo o sia una traccia perduta, un tentativo non sorretto da un’istanza storica comune.

Continua a leggere

Presentazione a Roma di “Olimpia”

Appuntamento
_
Lunedì 18 febbraio 2013 alle 18:00 alla Casa delle Letterature di Roma (Piazza dell’Orologio, 3) presentazione del libro di poesie Olimpia di Luigia Sorrentino, Interlinea Edizioni, 2013, (euro 14,00). Prefazione di Milo De Angelis, Postfazione di Mario Benedetti.
Interventi di: Brunella Antomarini, Fabrizio Fantoni e Valentino Zeichen. Sarà presente l’autrice.

Scrivendo Olimpia, Luigia Sorrentino scrive il libro della sua vita. Olimpia punta all’essenza, tocca in profondità le grandi questioni dell’origine e della morte, dell’umano e del sacro, del nostro incontro con i millenni. Ha uno sguardo lungimirante: sguardo ampio, prospettico, a volo d’aquila. Ma ha anche improvvisi affondi nella fiamma del verso.

Continua a leggere

Scoperto un componimento inedito di Churchill

Di Winston Churchill si sapeva che era stato un abile politico, un ufficiale, un giornalista, uno scrittore e uno storico. Ma ora si scopre anche la sua vena poetica: un suo componimento inedito dedicato all’impero britannico verrà messo all’asta in primavera a Londra. Si tratta dell’unica poesia dello statista arrivata sino a noi ed è stata scoperta da Roy Davids, un commerciante di libri dell’Oxfordshire, Inghilterra centrale. Il componimento, dal titolo “Le nostre moderne parole d’ordine”, è stato scritto con una matita blu su due fogli nel 1899-1900 quando Churchill era un giovane ufficiale. Ma non ha comunque convinto i critici, che lo hanno giudicato dilettantesco.

“E’ retorica ma non certo poesia”, ha detto Robert Potts del Guardian. Ma la poesia interessa molto i collezionisti: viene valutata intorno alle 15 mila sterline (17 mila euro). Continua a leggere

Premio Italo Calvino XXVI edizione

Appuntamento
– 
L’attesa cerimonia di premiazione della XXVI edizione del Premio Italo Calvino avrà luogo il 19 aprile 2013, alle 17:30 a Torino, al Circolo dei lettori. Alla presenza degli editor delle più importanti case editrici italiane e di una nutrita schiera di giornalisti e operatori culturali, verrà rivelato il nome del vincitore selezionato tra gli oltre 570 manoscritti inediti in concorso.

La Giuria -composta da Irene Bignardi, Maria Teresa Carbone, Matteo Di Gesù, Ernesto Ferrero e Evelina Santangelo- dovrà scegliere tra una decina di testi finalisti, pronti ad entrare nel circuito della “narrativa che conta”. Soprattutto negli ultimi anni, infatti, i libri usciti dal Premio Italo Calvino si stanno affermando con un crescente successo di critica e di pubblico.

Continua a leggere

“Poeti da riscoprire”, Dario Bellezza

Progetto editoriale ideato e curato da Fabrizio Fantoni
con la collaborazione di Luigia Sorrentino

«La fine dell’amore dopo l’amore». Su Dario Bellezza
di Roberto Deidier

Ogni ossessione genera contrasti, più o meno feroci o invasivi: si viene sempre a creare una pericolosa terra di nessuno tra il dominio del principio di realtà e le spinte centrifughe di un principio opposto. Qualche volta riusciamo a identificare questo secondo principio in un piacere costantemente inseguito (e guai se si dovesse realizzare…) o in una pulsione indefinibile, che comunque devia la nostra percezione del mondo e fa del nostro vivere una dimensione intimamente ambigua. Nei versi di Dario Bellezza questa tensione è palpabile: la si avverte già nella cantilena del ritmo, nei componimenti più ampi, e in un nervosismo finanche arcaico della sintassi che informa di sé tutta la poesia di quest’autore. Il campo che si disegna è delimitato non solo dalla realtà, da un lato, e dall’altro dalla finzione – ciò che semplificherebbe sia il ruolo del lettore e il compito dell’interprete, sia la dinamica stessa dell’officina di Bellezza – ma anche dal modo in cui la realtà quotidiana è filtrata dall’esperienza ancor prima che dalla scrittura; infine, a chiudere questo spazio letterario così fascinosamente ombroso e asfittico, è la proiezione dell’io lirico come protagonista di un teatro della passione erotica, l’amletica rappresentazione di sé tra retaggio cattolico, abito piccolo-borghese, trasgressione e rottura degli schemi sociali precostituiti. Continua a leggere