Wilde, dopo 120 anni ‘Dorian Gray’ senza censure

A 120 anni di distanza dalla sua condanna perchè “scandaloso”, “volgare” e “impuro”, esce una versione non censurata di “Il ritratto di Dorian Gray”, il romanzo capolavoro dello scrittore irlandese Oscar Wilde (1854-1900).

L’edizione pubblicata dalla Harvard University Press ha ripristinato i ‘discutibili’ tagli operati in epoca vittoriana sulla storia del giovane di straordinaria bellezza innamorato del suo ritratto, censurato dal suo primo editore in accordo con lo stesso Wilde perchè pieno di “veleni”, capace di gettare un’ombra di “discredito” sui valori morali e anche sul suo autore già in odore di omosessualità.

La nuova edizione del libro, informa la stampa inglese ed in particolare “The Guardian”, è stata resa possibile dalla consultazione del manoscritto originale da parte di Nicholas Frankel, professore di letteratura inglese alla Virginia Commonwealth University. Continua a leggere

Iaia Forte è Penelope

Uno spettacolo da non perdere.

Dal 27 aprile e fino al primo maggio Iaia Forte sarà a Roma con lo spettacolo Odissea Penelope. Drammaturgia e Regia di Giuseppe Argirò con Iaia Forte, al pianoforte Sara Dominici.

Un viaggio ironico e struggente attraverso i luoghi visitati da Ulisse e raccontati da Penelope. Iaia Forte, con abile trasformismo vocale, veste i panni dei personaggi, coinvolgendo gli spettatori nel gioco teatrale delle metamorfosi. Fra musica e parole, un concerto teatrale appassionante, dove gli eroi omerici, privati della loro antichità, diventano grotteschi, brillanti, moderni e profondamente umani. Continua a leggere

Arte e poesia, Luca Donnini e il trip del corpo

Il 16 e il 17 aprile Luca Donnini con la sua personale “donnini a colori” esposti negli spazi della galleria Mondrian Suite di Roma (in via dei Piceni 41/43) ha celebrato la partenza del progetto CorpusTRIP che percorrerà in poco meno di due mesi ben diecimila chilometri attraversando 20 città europee, ognuna delle quali ospiterà un diverso e non programmato happening.

I ritratti fotografici in bianco e nero di grande formato realizzati dall’artista romano tra il 2007 e il 2010 diventano una mostra viaggiante. Un furgone guidato dall’autore toccherà diverse città italiane ed europee ‘contaminando’ con manifesti e azioni gli spazi urbani.

Il racconto dell’artista si snoda nel viaggio che la mostra itinerante intraprenderà tra aprile e maggio attraversando l’Europa. Continua a leggere

Video, Derek Walcott legge ‘Archipelagoes’

http://www.rainews24.rai.it/ran24/clips/2011/04/walcott-1.flv

 

«La poesia di Walcott è adamitica nel senso che lui e il suo mondo sono usciti dal paradiso – lui, per aver assaggiato il frutto della conoscenza; il suo mondo, per ragioni storiche e politiche. “Ah, bravo terzo mondo!” esclama Walcott in un’altra poesia, e in questa esclamazione c’è molto di più che semplice angoscia o esasperazione. E’ una chiosa del linguaggio di fronte a un fallimento – non solo locale, ben più che locale – del coraggio e dell’immaginazione; è una risposta semantica all’insensata e traboccante realtà, epica nel suo squallore.»  di Iosif Bodskij

Nella foto, Derek Walcott e Luigia Sorrentino
17 marzo 2011
Accademia Americana di Roma Continua a leggere

Margaret Atwood, L’anno del diluvio

Nicola D’Ugo, poeta, narratore, saggista, comparatista e traduttore ci propone per La traduzione di poesia una sua recensione a L’anno del diluvio di Margaret Atwood Ponte alle Grazie, Milano 2010. Traduzione di Guido Calza. 480 pp. EUR 19,60  Prima edizione originale: The Year of the Flood.  London: Bloomsbury, 2009. 434 pp. £ 18,99.

Nicola D’Ugo (nella foto) dottore di ricerca in Letterature di lingua inglese all’Università La Sapienza di Roma, nella sua originale lettura definisce L’anno del diluvio di Margaret Atwood  “un delizioso romanzo dal sapore di fiaba” che “stabilisce un carattere d’onnicomprensività unitaria tra passato e futuro. Ma anziché poggiare il mito di fondazione d’una cultura su un’epoca idealmente remota e non consequenziale al divenire storico la colloca in un futuro parimenti sdrucciolevole e storicamente solo eventuale, che ha fin troppe caratteristiche in comune col degrado della nostra contemporaneità.”

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