Giornata della Cultura Slovena

kosuta
Appuntamento


La Provincia di Trieste mercoledì 11 febbraio celebra la Giornata della Cultura Slovena conferendo a Miroslav Košuta, poeta, drammaturgo e traduttore, il “Sigillo d’argento” alla Sala del Consiglio della Provincia di Trieste. Continua a leggere

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Una poesia di Giovanni Parentignoti

ParentignotigiovAut- aut

Dentro la possibilità,
l’essenziale del limite
il varco tra l’uomo e la bestia.
Il porsi incertezze,
angoscianti dilemmi,
la scelta tra il vivere e il viversi.
E si imprigiona in me,
l’accostarsi di Dio a un uomo umile,
l’immorale pretesa di uin sacrificio,
il farsi carne per rendersi debole.
L’estetica etica del non decidere,
l’irragionevole scelta di Abramo,
e la disperata pretesa di ergere
la fede sopra la stasi. Continua a leggere

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I Macchiaioli in mostra a Lucca

Bambino al sole di Bechi[1]Nota di Silvana Lazzarino

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In mostra a Lucca presso il Lucca Center of Contemporary Art fino al 6 aprile 2015

La dimensione umana e sociale, l’impegno politico e culturale che in pieno Risorgimento preparava gli animi all’unità d’Italia, trova un significativo riscontro nella pittura di in un gruppo di artisti denominati “Macchiaioli” moderni e ribelli alle convenzioni per il nuovo modo di accostarsi e interpretare la vita reale e spirituale. Continua a leggere

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In memoria di te, Ermanno Krumm

 

krummA dieci anni dalla sua scomparsa, ritorna nelle librerie italiane, Ermanno Krumm con le sue ultime poesie, In un mare di luce (I quaderni de la Collana, Stampa 2009, 2014).

Non leggevamo più i suoi versi dal 2005.

Eppure Ermanno Krumm aveva pubblicato con Einaudi tre importanti libri di poesia: “Novecento”, “Felicità” e “Animali e uomini” e l’ultimo, “Respiro” nel 2005, con Mondadori. Scriveva per il Corriere della Sera nella pagina culturale dedicata all’arte. E’ stato uno dei migliori critici che abbiamo avuto. Sebastiano Grasso scrisse di lui: Krumm «narrava e coglieva la poesia insita in ogni dipinto, in ogni colore».

Gli ultimi versi di Ermanno Krumm, sono ancora poesie d’amore, quasi una continuazione tematica della raccolta “Animali e uomini”,  versi nei quali, come scrive Maurizio Cucchi nella prefazione, l’uomo e l’animale si incontrano ancora, in una fase ultima della vita. Continua a leggere

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Pedro Serrano, “Torba”

 

pedro-serrano[1]Nota di Stefano Serri

Un mondo di pietra, che s’indurisce e poi si sbriciola, è il protagonista di Torba, quarta raccolta poetica di Pedro Serrano. Nell’universo dell’artista messicano la parola, il corpo e la storia si solidificano, diventando labirinto: il poeta non è che un fossile e anche le emozioni si fanno inorganiche. Ma la solidità minerale della realtà cede alla frattura e “la geometria rugosa della storia” si risolve in una fuga di frammenti non più correlabili tra loro. Anche il linguaggio risente di questa sfaldatura, così che l’unico collante rimasto in questa babele è l’accostamento di termini secondo un codice irrazionale, quasi surrealista, capace di generare immagini inattese (“una nappa di paura”, “un’amaca di dolore”). Dalla bocca del poeta, spalancata o ferita, gravata dalla “nomenclatura nella mandibola”, non emerge la gioia del canto, ma lo sforzo puntuale e la tensione del ridare un nome alle cose, come un nuovo Adamo. Il libro di Serrano, tradotto da Chiara De Luca, si configura come un’opera di pietra, a tratti grezza, a tratti cesellata, ma che si arrende al miracolo quotidiano del sole, “pietra miracolosa”, e alla vittoria del bianco: perché solo nella luce del mezzogiorno si realizza “il tremore azzurro del certo”. Continua a leggere

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