Addio a Igor Mitoraj

mitoraj
E’ morto a Parigi il celebre scultore polacco, Igor Mitoraj. Lo si è appreso a Pietrasanta, la cittadina toscana dove l’artista risiedeva da tempo, alternando le sue permanenze nella capitale francese. A Pietrasanta, dove si trovano diverse sue opere, Mitoraj ha anche uno studio.

“Più successo di lui lo hanno avuto davvero in pochi, si possono avere dubbi sulla sua grandezza ma tutti gli riconoscono di avere avuto la capacità di creare una icona, che poi è ciò che si chiede oggi ad un artista”. Il critico Philippe Daverio ricorda così lo sculture Igor Mitoraj, morto all’ospedale Saint-Louis di Parigi. “Un artista non corrisponde tanto, oggi, a un percorso quanto a una immagine e Mitoraj lascia appunto una immagine, quella di un’antichità che ci è caduta in testa: è stato un traghettatore della classicità nel contemporaneo”, ha concluso Daverio. Continua a leggere

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Andrea Zanzotto, la natura, l’idioma

 
 

zanzotto_convegnoConvegno Internazionale di Studi

 
A cura del Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università di Bologna e in collaborazione con i Comuni di Pieve di Soligo, Refrontolo, Cison di Valmarino, S. Stefano di Cadore Un grande evento dedicato ad Andrea Zanzotto (1921-2011), comprensivo di interventi critici, letture di liriche, concerto musicale su testi del Poeta, visite guidate ai luoghi zanzottiani.
 
 
10, 11, 12 ottobre 2014 dalle 9.00 alle 18.00 Pieve di Soligo (TV), Biblioteca Comunale (P.zza Vittorio Emanuele II, 9) – Solighetto (TV), Locanda da Lino (Via Roma, 19) – Cison di Valmarino (TV), Teatro Comunale “La Loggia” (Piazza Roma, 9) Continua a leggere
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Tarcisio Damizia, La mia Spoon River

 

Tarcisio-Damizio-La-mia-Spoon-River-copertinapiatta-500x717Dalla Prefazione di Anna Maria Farabbi

“Mi sono fermata tra le pepite di Damizia per l’originalità della forma: segmenti narrativi, strappi di prosa essenziale e nitida si intrecciano come fi-lamenti di trame esistenziali.

Ciascuno è appeso significativamente al vuoto vasto della pagina, con un nero minimo di parole, sufficienti a tracciare le impronte di un individuo, di un passeggero, di un transito. Il guscio narra-tivo dei testi include una polpa poetica, una scansione interna poetica, respiri, pause, accenti, toni, cromatismi, scelte sintattiche versificatorie.

Eppure consonanti e vocali si distendono su un piano orizzontale da margine a margine, come se si dovesse congiungere nella lettura e nella scrittura una sponda all’altra, come se le parole in fila indiana dovessero necessariamente posarsi sul piano, per consegnarci forse un senso più realistico, una forza oggettiva, estranea a ogni caduta sentimentale.”

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Una poesia di Dario Nicolella

trenta_poesie_rabaramaFERITE

Devo dirti grazie
per le bende che hai avvolto
della tua pietas Crocerossina
sulle ferite in-tagliate
piagate ustionate
Lasciami però aperti gli occhi
perché vedano albe e tramonti
questo buio mi ferisce ancora
mi tormenta come un coltello.

da: “Trenta poesie” per Rabarama, di Dario Nicolella, Scuderi Editrice, 2013

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