Silvia Rosa, “SoloMinuscolaScrittura”

 

solominuscolascrittura-36214Dalla presentazione di Giorgio Bàrberi Squarotti

“Silvia Rosa scrive poesie bellissime, inquiete e inquietanti per una costante contraddittorietà fra visioni, scatti di vita, alacrità del tempo, indugi negli anfratti e nelle astuzie dell’età, e fulminee precipitazioni nell’abisso dell’ansia, del dubbio, della parola e delle esperienze inceppate, d’improvviso volte a rivelare la frantumazione del discorso dell’esistenza Non si tratta più di versi, bensì di sequenze di prosa tuttavia fortemente misurate due sono i nuclei su cui si raggruma il discorso di Silvia: l’autoanalisi, l’estrinsecazione di pensieri, di domande, di situazioni interiori che ora sembrano risolte, ora rimettono in gioco al tempo stesso la vita e la parola appena pronunciate; e l’invenzione d’amore, rapido, mutevole, avventuroso sia negli eventi sia soprattutto nelle trasformazioni e negli imprevedibili stupori della scrittura. Silvia intrica e districa la propria contraddittoria e spesso drammatica verità. L’aspirazione è l’estrema chiarezza che rileva la tensione continua delle affermazioni, delle confessioni, delle indagini interiori nella speranza di arrivare ogni volta, in ogni “capitolo”, alla luce, e tanto spesso invece il groviglio diventa più complesso e più inquietante nell’ultima riga.” Continua a leggere

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Il Premio Strega Europeo 2014

premio-strega-europeo-2014Appuntamento

In occasione del semestre di presidenza italiana
del Consiglio dell’Unione Europea

La Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, in collaborazione con la Casa delle Letterature di Roma e il Festival Internazionale Letterature e con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, rende omaggio alla cultura del vecchio continente e ai suoi legami con l’Italia promuovendo un’edizione speciale del Premio Strega, il riconoscimento letterario organizzato dalla Fondazione Bellonci e da Liquore Strega che dal 1947 viene assegnato a Roma a un’opera di narrativa italiana. Continua a leggere

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Alfred Kubin “L’altra parte”

foto
Un romanzo fantastico  
Traduzione di Lia Secci
Biblioteca Adelphi
1965, 6ª ediz., pp. 295

La casa editrice Adelphi, nasce nel 1962. Il primo titolo della collana Biblioteca Adelphi, fondata nel 1965, è di Alfred Kubin  “L’altra parte”.

RISVOLTO

Nel 1908, appena trentunenne e disegnatore già noto e apprezzato, Kubin è profondamente scosso dalla morte del padre, che lo coglie in uno stato di tormentosa sterilità succeduto a lunghi periodi di crisi psichica. Per liberarsi dalle visioni che lo perseguitano e a cui, in quelle condizioni di paralisi creativa, non sa dare espressione grafica, egli decide di mettersi a scrivere e, nel giro di dodici settimane, butta giù un romanzo: L’altra parte. Nelle otto settimane che seguono egli riesce ad aggiungere al libro (che sarà pubblicato l’anno successivo e che attirerà l’attenzione dei più sensibili tra i suoi contemporanei) una cinquantina di disegni. Continua a leggere

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Davide Bramante “Democracy”

Milano (Il Castello e lo Skyline) 2014 copyNota di Silvana Lazzarino

Gli scatti fotografici di Davide Bramante, artista nato a Siracusa nel 1970, che lavora con i video, le installazioni e la fotografia, sono orientati ad una riflessione sulla società contemporanea costantemente in corsa contro il tempo che allontana e riavvicina ai ricordi. Una società che vede persone muoversi attraverso luoghi e ambienti alla scoperta di nuove realtà che raccontano di, terre e città vicine e lontane, ricche di fascino e cultura, ma anche di tecnologia e progresso immortalate con immagini riprese in successione e in parte sovrapposte a ricostruire un’idea nuova dello stesso luogo in cui passato e futuro si avvicinano. Continua a leggere

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Francesco Maria Tipaldi, “Traum”

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Dalla Prefazione di Maurizio Cucchi

“Ancora molto giovane, Francesco Maria Tipaldi rivela una personalità decisamente forte e originale, un’energia netta e sorprendente che si manifesta in una visione delle cose e del mondo (e delle immagini che riesce a produrre) in cui domina qualcosa di elementare e arcaico, di letteralmente formidabile, di enorme e selvatico. Il suo è un immaginario che parte da una realtà bassa, minimale, da una condizione rasoterra, ma che la deforma e
trascende. La sua scrittura, molto nitida e scandita, asciuttissima, e quindi priva di astuzie e abbellimenti, presenta sprazzi di racconto, frammenti di storie, fotogrammi, che si impongono nella mente del lettore, molto spesso, per l’insolita potenza della loro non ricercata sgradevolezza.”  […]

 

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