Letture
a cura di Luigia Sorrentino
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dalla Prefazione di Giuliano Ladolfi
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La solitudine del “cittadino globale”
Dove cercare la vita all’interno della poesia italiana, dove trovare la realtà che stiamo vivendo senza cadere nella cronaca? Tra accademia e conventicole editoriali, tra promozioni e antologie, tra consacrazioni e icone massmediatiche? Il panorama non è certo incoraggiante. Nel frattempo la società cambia completamente aspetto: è finita un’epoca e se ne apre un’altra. Il “villaggio globale” non è un’utopia, è una rete collegata da internet, tv satellitare, cellulari e disastri economici. Popoli interi si disperdono, la tradizione corre il pericolo di essere annullata, si affacciano alla “civiltà dei consumi” nazioni prima sottosviluppate. E si continua a scrivere come se il mondo si fosse fermato all’età romantica.
Francesco Filia, “La neve”
Letture
a cura di Luigia Sorrentino
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«Una silloge compatta, costituita da trenta frammenti che compongono un “poema dell’assurdo”. Mi si perdoni la formula d’impatto; mi spiego meglio: la neve a Napoli. Ecco il presupposto (presunto o reale) di chi “attraversa la città” e in essa la storia (del proprio vissuto e della città stessa) con competenza stilistica e capacità “lirica” (nonostante la struttura del testo tenda di frequente verso una “quasi prosa poetica”), proponendo un versificare disteso ma attento al dettaglio: «Intuire quel che non può essere colmato sedersi / affondare la mani nella terra sperare nelle nuvole / che piova, sentire l’odore di zolle bagnate alzarsi/camminare fino alla cresta, vedere il cielo allontanarsi / voltargli le spalle, lasciarsi cadere, sapere / crollare.»
(Giuseppe Carracchia)
La vostra voce, Zairo Ferrante
La vostra voce
a cura di Luigia Sorrentino
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Zairo Ferrante, è l’ideatore del DINANIMISMO (movimento poetico/artistico rivoluzionario delle anime) che ha come obiettivo quello di riavvicinare l’Arte e soprattutto la Poesia all’Uomo, in quanto pura ed essenziale voce della sua Anima.
La poesia per Zairo Ferrante.
“A chi mi rivolgo? A tutti, proprio tutti. A coloro che amano la Poesia, a coloro che la odiano, a coloro che fanno, pensano di fare o di non fare Poesia, a coloro che dicono: “la Poesia non fa per me”, a coloro che pensano che la Poesia sia fortuna di pochi, qualità e virtù di una certa cerchia ristretta di persone.
Sempre più gente si allontana o evita di avvicinarsi a questa forma “Innata d’Arte” e sempre più “Dotti” cercano di spacciare la Poesia come qualcosa di non accessibile a tutti.
Signori miei, “mercanti di classismo”, secondo me siete sulla strada sbagliata!
La Poesia è Anima, è la voce dell’Anima.
È istinto, è voglia di vivere, è uno dei pochi mezzi (insieme alla Musica ed alle Arti visive e figurative) che permette di dialogare in silenzio con noi stessi…” […incipit del 1° manifesto del movimento dinanimista – Zairo Ferrante, 2009 – ]
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Marco Marangoni, “Congiunzione amorosa”
Nello scaffale
a cura di Luigia Sorrentino
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Si intitola “Congiunzione amorosa”, (ndr. e non “Congiunzioni amorose” come altrove letto) il nuovo libro di poesie di Marco Marangoni pubblicato da Moretti & Vitali nel 2013. La distinzione è importante. Marangoni scrive un libro che si apre alla percezione amorosa del mondo, non un libro di poesie d’amore. E’ dunque lo sguardo amoroso a rendere il reale. La voce di questa poesia che articola il discorso amoroso, (come fa Roland Barthes nei suoi frammenti ) incontra il destino di ognuno di noi. Attraverso la percezione.
Il libro, presentato da Giancarlo Pontiggia ha la postfazione di Maurizio Cucchi che scrive: “C’è una evidente, non comune delicatezza di accenti, di tono, in questi versi di Marco Marangoni. Il segno è sempre molto sottile, ed è accuratissimo, frutto di una laboriosa attenzione al dettaglio, all’uso dei materiali.” […] Continua a leggere
Carlotta Pederzani, “Sintesi additiva”
Letture
a cura di Luigia Sorrentino
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Carlotta Pederzani ci consegna la sua opera prima di poesia “Sintesi additiva”, Edizioni La Vita Felice 2013.
Per Carlotta la poesia è il suo destino, lo ha sempre saputo, fin dalla tenerissima età, quando provava a mettere insieme piccoli componimenti che esprimevano il suo sentire. La sintesi additiva della quale Carlotta ci parla, è la poesia stessa, che striscia sotto gli usci serrati, si annida proprio là dove mai penseresti di trovarla. Nella nota che scrive Carlotta precisa che “è raro che essa porti chiarezza”. Un’affermazione forte e determinata: Carlotta sa bene che la chiarezza è sempre determinata dal suo opposto, il buio, la non luce. Ecco quindi che ciò che la poesia illumina, porta con sé sempre la sua ombra, la sua parte oscura. (Luigia Sorrentino) Continua a leggere