Fabio Pusterla

Fabio Pusterla

di Eleonora Rimolo

Lo sguardo di Pusterla è audace e si posa su oggetti e persone di una realtà multiforme alla quale bisogna sfuggire ma che allo stesso tempo bisogna vivere: al “doganiere” il poeta “dichiara” tutto quanto è necessario (“una scatola d’ovomaltina, frutta secca, piselli sottovuoto; […] due bottiglie di vino”), ma non svela la sua verità, il suo estremo segreto, che in fondo è proprio il gesto insano e immacolato di far poesia. Un gesto che tenta di tradurre sensazioni evanescenti ma determinanti: i “treni in partenza, ancora” hanno un effetto devastante nella memoria di Pusterla, che oppone quel gelido ricordo al nascere della primavera, “bellissima” certo, ma “che non sa nulla di nulla” e che quindi ostinatamente fiorisce nonostante l’animo languisca ancora nell’invernale “pozzanghera”. L’incanto del quotidiano tuttavia si ripete, e rimane da chiedersi per che cosa valga la pena andare avanti: “lo sguardo […], un occhio vigile, un amore” è la risposta che ci fornisce il poeta e attraverso la quale egli cerca di ordinare il susseguirsi indomabile dei giorni al fine di raggiungere la luminosa serenità di una “breve gioia”, in cui stanno “il disarmato, il fragile, l’effimero: non altro”.

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Franca Grisoni, “Alzheimer d’amore”

Per la prima volta Interlinea pubblica un’antologia di poesie di diversi poeti e scrittori che hanno come denominatore comune la malattia di Alzheimer e che sono dedicate ai genitori o ai familiari o ispirate dal dolore e dalle difficoltà di questa patologia. Quando apparentemente non si hanno più parole, la poesia ha parole adatte e sufficienti, è uno strumento profondo, che può trasmettere contenuti altrimenti difficili da comunicare, perché è universale, come la malattia. Le poesie di questo libro sono accompagnate dai commenti di Franca Grisoni, con cui condividiamo le modalità di lettura della sofferenza, un’altissima sensibilità e una capacità interpretativa dell’umano, particolarmente utili per comprendere i percorsi del dolore, scoprendo un «Alzheimer d’amore».
Il libro nasce dall’incontro di Franca Grisoni con la poesia Alzheimer, madre di Davide Rondoni dedicata ai suoi amici, figli di una madre colpita dalla malattia. Ed è l’autrice stessa a raccontare l’inizio del suo percorso che dal 2008 l’ha portata a raccogliere e commentare poesie sul morbo di Alzheimer di diversi autori noti, tra i quali Margaret Atwood, Mario Benedetti, Alberto Bertoni, Roberta Dapunt, Valerio Magrelli, Fabio Pustrela, Andrea Zanzotto e altri, ma anche d’occasione, che si sono lasciati coinvolgere nella malattia per pochi versi, per una o più poesie, o per un’intera raccolta.

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