Carlo Bordini

Carlo Bordini, credits ph. DIno Ignani

Microfratture

L’idea della catastrofe, una catastrofe silenziosa,
appena avvertita, ma inevitabile.
Oppure le microfratture psichiche,
le microfratture di un’anima.
La mia anima è piena di
microfratture. Sono i piccoli traumi nascosti,
dimenticati, che tornano ogni tanto, quando l’anima è sotto sforzo,
quando non te ne accorgi. Dentro sono franato tutto. Non me ne accorgo,
ma lo sono. Magari quando attraversi una strada e un rumore ti fa rabbrividire,
quando tremi alla pronuncia di un nome, quando
hai un improvviso soprassalto di insicurezza. Le microfratture
sono le telefonate e gli appuntamenti che ti snervano,
improvvisamente,
l’andare in una stanza e chiedersi: che ci sto a fare,
ecc. ecc.
tutto un elenco dei nervosismi, dei soprassalti, delle cose che ti feriscono,
e le minuzie che ti snervano, ecc ecc
il cervello che funziona troppo,

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Addio al grande poeta John Ashbery

E’ morto all’età di 90 anni uni dei più grandi poeti del mondo, John Ashbery. Si è spento da sera del 3  settembre nella sua abitazione a Hudson, ma la notizia si è avuta soltanto poche ore fa. Lo ha annunciato il marito, David Kermani.

Ashbery è un poeta che si è imposto su tutti quelli della sua generazione. Nel corso della sua lunga carriera ha vinto tutti i più prestigiosi riconoscimenti. nel 1976 con AUTORITRATTO DI UNO SPECCHIO CONVESSO ha vinto il Premio Pulitzer, il National Book Award e il Premio del National Book Critics Circle.

La sua opera si incentra sulla riflessione e il rispecchiamento e rappresenta un momento centrale di una ricerca che si basa sulla crisi della forma da usare per comunicare in poesia.

Ashbery ha pubblicato più di venti volumi di poesie. È stato tra i candidati al Premio Nobel per la Letteratura.

È disponibile in Italia un’antologia curata da Damiano Abeni con Moira Egan, alla cui selezione ha collaborato lo stesso autore: “Un mondo che non può essere migliore. Poesie scelte 1956-2007”, Luca Sossella, 2008.

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Carlo Bordini, “Memorie di un rivoluzionario timido”

carlo_bordini

Foto di Dino Ignani

Questo romanzo totalmente legato all’autobiografia è una sorta di bilancio di circa vent’anni della mia vita. Poiché sono stati anni pieni di traumi, la stesura di questo libro è stata una lotta con me stesso. Per questo ci ho messo un tempo lunghissimo a finirlo. Un bilancio, un esame di coscienza su due temi fondamentali: il rapporto con la politica (sono stato a lungo militante di un gruppo trotskista) e i grovigli affettivi che hanno caratterizzato i miei rapporti col mondo femminile. Il tutto preceduto da un’adolescenza vissuta tra depressioni, cambi di facoltà, fughe e sedute dallo psicanalista. Una normale figura di disadattato, quindi, alla ricerca di un equilibrio.

Scritto in periodi diversi e con stili diversi, abbandonato e ripreso, questo libro non poteva che assumere una struttura disordinata e barocca, che accettava, come inevitabile, un fluire profondamente disomogeneo. Continua a leggere

Concerto dedicato a Raffaello Baldini nel decennale della scomparsa

Raffaello Baldini legge “Metti” nella versione italiana, registrazione inedita di Simone Casetta.
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Registrazione INEDITA di 47 poesie lette dall’autore santarcangiolese in dialetto e in italiano
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Quest’anno ricorre il decennale della scomparsa del poeta Raffaello Baldini, natao a Santarcangelo di Romagna, considerato uno dei maggiori autori del Secondo Novecento. Appassionato melomane e di musica classica, è stato un assiduo frequentatore della Barcaccia della Scala di Milano. A lui è dedicato “Un concerto per Lello”, che andrà in scena al Teatro Elfo Puccini, Corso Buenos Aires,  33 a Milano alle ore 21.00, nella Sala Shakespeare. Continua a leggere

Carlo Bordini, “I costruttori di vulcani”

 

carlo bordiniL’editore Luca Sossella ha recentemente ristampato il libro di Carlo Bordini “I costruttori di vulcani” che contiene tutte le poesie di Bordini dal 1975 al 2010.

di Filippo La Porta

“Bisognerebbe poi tentare di descrivere la musicalità di Bordini: essa è iterativa… ininterrotta, un po’ ipnotica, come di una melodia familiare, insistente, ascoltata nel dormiveglia, o, per usare un ossimoro, in un dormiveglia vigile, nelle prime ore di un’alba “tenue e dorata”. Si potrebbe parlare di un flusso di semicoscienza, nel senso che i versi assomigliano a un flusso di pensieri, sensazioni, meditazioni, frasi prese di qua e di là, notizie di agenzia, nomenclature da trattato di patologia, etc., un materiale che sembra animato di vita propria e che viene rielaborato in uno stato di semicoscienza, nel quale la mente è appunto non interamente presente e attiva. L’io lirico qui vede “tutta la gente dietro un vetro”, senza riuscire a raggiungerla, rischiando deliberatamente la follia…”

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