Natan Zach, la parola che cade

Nello scaffale, Natan Zach
a cura di Luigia Sorrentino


Pubblico la lettura di due poesie  di Natan Zach Canto per i giorni terribili e Quel paese di Davide Zizza.
In realtà mancava su questo blog, il nome di Natan Zach, un uomo che – come scrive Davide Zizza – ‘vive ancora in ebraico’.  

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La parola che cade
di Davide Zizza

La letteratura ebraica si porta dentro il seme dell’erranza, il senso di ricerca di un luogo o di ritorno in un luogo che si possa definire patria, “terra-casa” (ing. homeland, ebr. מולדת “moledet”). Questa caratteristica, connessa alla retrospettiva storica dell’esilio, riesce a rivelare il suo risvolto simbolico attraverso e nella lingua. Continua a leggere

La Palestina ‘special guest’ al Salone di Torino

La Palestina è special guest al Salone del Libro di Torino che si inaugura il 12 maggio con la sua letteratura “come resistenza”. Così la definisce l’arabista Isabella Camera d’Afflitto, autrice dell’antologia ‘Cento anni di cultura palestinese’ (Carocci) che dal 2006 ha avuto diverse ristampe.

A Torino arrivano due tra i poeti palestinesi più significativi della vecchia e nuova generazione: il giovane Mourid Barghouti pubblicato in Italia da Ilisso Edizioni, e il più anziano Samih al-Qasim di cui da noi è uscito ‘Versi in Galilea’ (2006, Edizioni Q).

C’è anche la grande Suad Amiry che ha raccontato la vita sotto l’occupazione in Murad Murad (Feltrinelli) oltre a storici e sociologi come Ilan Pappe e Jamil Hilal e il segretario dell’Associazione scrittori Mohammad Ali Taha. Continua a leggere