Sergej Gandlevskij, “Festa e altre poesie”

Сергей Гандлевски – Sergej Gandlevskij

Festa e altre poesie, a cura di Elisa Baglioni, (Passigli Poesia, 2017) raccoglie una ricca selezione dell’opera poetica di uno dei maggiori poeti russi contemporanei, Sergej Gandlevskij. La sua poesia, fiorita negli ultimi anni dell’epoca sovietica e dunque a contatto con le esperienze del “samizdat” dell’undeground moscovita, costruisce un originale ponte con la grande poesia russa dell’Ottocento e del primo Novecento, e tanti sono i richiami espliciti a poeti, da Puskin e Lermontov a Mandel’stam e Chodasevic; mentre un certo tono beffardo e malinconico, e la spregiudicatezza con cui l’io-personaggio si getta nel mondo possono forse avvicinarlo a Sergej Esenin. Ma con Gandlevskij si afferma una personalità poetica nuova, forte e originale, da un lato molto incline alla vita e alla lingua di tutti i giorni, dall’altro profondamente meditativa e di rara eleganza formale nella sua ostinata ricerca lessicale e nella sua grande consapevolezza metrica. Come ha scritto egli stesso: Né la bellezza delle immagini né la profondità di pensiero potrebbe salvare una poesia, se il lettore non provasse semplicemente gioia a pronunciarne le strofe o perfino i versi. Continua a leggere

La distopia apocalittica di Giancarlo Micheli

coverdi Nicola d’Ugo

Il modo migliore per parlare oggi in forma narrativa non è raccontare le cosiddette «storie vere», né ambientarle qui ed ora. Il ‘trucco’ della veridicità letteraria non poggia sulla semplice raffigurazione della vita quotidiana che ci circonda, se non nella grande poesia, non certo nel romanzo e nel suo logoramento. I grandi romanzi poggiano invece su ciò che non invecchia, lasciando alla cronaca e alla diaristica il compito di assolvere al mero valore «documentale» e «testimoniale» (questi sono i termini della differenza in questione) di situazioni della propria epoca. Sono i romanzi storici, le storie alternative, i romanzi fantastici, speculativi e fantascientifici, le narrazioni proiettate più indietro e più avanti, che assumono un grande valore per chiunque sappia leggerli con profitto. Leggere con profitto significa far propria un’opera letteraria, avocare a sé il ruolo di critico e pensatore, senza fare banale ‘uso’ del racconto, ma offrire a sé prima, ed eventualmente agli altri poi, un’attenta interpretazione scevra da passioni personalistiche atte a mettere in bocca a un autore cose che egli non abbia mai enunciato nella raffigurazione del suo mito messo su carta o in scena. Continua a leggere

Annelisa Alleva ricorda Iosif Brodskij

 

brodskijDa Lo spettacolo della memoria, di Annelisa Alleva, saggi e ricordi, Edizioni Quodlibet 2013 (euro 12,00).

(Nella foto Iosif Brodskij fotografato a Villa Adriana, Tivoli, nel 1983 da Annelisa Alleva. Nella foto sotto Annelisa Alleva fotografata da Iosif Brodskij a Venezia, nello stesso anno).

Intervista di Valentina Poluchina a Annelisa Alleva su Iosif Brodskij
Venezia, maggio 2004

Quando e in quali circostanze ha conosciuto Brodskij?

“Ho conosciuto Brodskij nell’aprile del 1981. A Roma, nell’antica Villa Mirafiori, fu organizzato un ciclo di conferenze per un corso di perfezionamento di giovani neolaureati in Lingua e Letteratura russa. Brodskij a quel tempo si trovava a Roma come borsista, ospite dell’Accademia Americana, e viveva al Gianicolo, in una casetta a due piani col giardino accanto all’Accademia. Fece per un piccolo gruppo di studenti una conferenza sulla poesia russa, in particolare sulla poesia “Novogodnee” (Per l’anno nuovo), che era stata appena pubblicata in forma di prefazione a un’edizione americana di Marina Cvetaeva in russo in 5 volumi, Poesie e poemi. Ce la lesse.” Continua a leggere