“Qualcuno tocchi Caino”

Copertina: elaborazione grafica di Leonardo Magrelli

Giustizia in versi

Un libro che attraverso una fenomenologia del reato, induce il lettore a interrogarsi sul significato più profondo della parola “Giustizia”.

Il commissario Magrelli liberatosi dagli ideologismi, concentra la propria commossa attenzione di investigatore sugli oppressi – dimenticati da coloro che dovrebbero applicare la legge –  e afferma  l’esigenza di istituire il principio legale (e sociale) di “giustizia” intesa come prioritaria necessità di “tutela della vittima”. Magrelli, individua quindi, tre categorie di soggetti che più di altri possono diventare vittima: donne, paesaggio e infanzia, “perché tutto ciò che è indifeso, vulnerabile,/ deve restare intatto,/ tabù,/ SACRO.” Partendo da questa condizione, il poeta si lancia in un’invettiva contro un’ idea di giustizia asimmetrica che  troppo spesso dimentica la vittima sottraendole il diritto al giusto risarcimento. Di qui l’invocazione (o grido) che è il fil rouge del libro: “Qualcuno tocchi Caino”.

ESTRATTI

L’acido, poi
che cosa si può dire?
Chi arriva a cancellare un volto umano,
va solo cancellato dall’Umano,
messo da parte.
Senza violenza alcuna, ultimo dono
offerto dagli umani a chi umano non è.
L’irrimediabile esige simmetria.
In una cella aerata, con buon cibo e wc,
ma scisso, se-pa-ra-to.
Avere un volto, implica degli obblighi.
Sfregiare il volto significa firmare
un’eterna rinuncia alla comunità. Continua a leggere

La sfida estrema di un grande poeta

RISVOLTO

Apparso negli Stati Uniti nel 1996, questo libro raccoglie la sfida estrema di un grande poeta: testi stesi direttamente in inglese, altri autotradotti dal russo. Un trasloco del poetabile, la verifica di un intero arsenale verbale e musicale alla prova di un’altra grammatica, di un diverso «codice di coscienza». Continua a leggere

Dario Bellezza, “La vita idiota”

dario_bellezzaEdizione a cura di Fabrizio Cavallaro, Massimo Raffaeli e Francesco Scarabicchi con uno scritto di Enzo Siciliano  (LietoColle 2015)

Foto di Dino Ignani

Dalla prefazione di Fabrizio Cavallaro

“Era da tempo che cullavo privatamente l’idea di pubblicare queste poesie, trovate casualmente alla biblioteca universitaria della mia città, in un numero di “Nuovi Argomenti” del 1968, durante le ricerche che andavo facendo, a quel tempo, per la ia tesi di laurea su Pier Paolo Pasolini. Continua a leggere