Lampedusa in festival, l’incontro tra i popoli

Lampedusa in festival per favorire l’incontro tra i popoli. Dal 19 al 23 luglio sono 150 le opere italiane e straniere (Russia, Spagna e Francia) che parteciperanno al concorso. Oltre alla proiezioni, saranno organizzati dibattiti, concerti ed altri eventi tra cinema, arte e letteratura.

 

 

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Un concorso per filmakers con 150 opere provenienti da tutta italia e dall’estero (Russia, Spagna e Francia), musica con assalti frontali, laura lala, ipercussonici ed altri, teatro e dibattiti su immigrazione, ambiente, legalità e cinema documentario.

Tra i film fuori concorso “il colore del vento” di Bruno Bigoni, “Il volo” di Wim Wenders (nella foto qui accanto) e “Giallo a Milano” di Sergio Basso.

Tra i giurati Emiliano Morreale, Gianfranco Rosi, Pasquale Scimeca, Massimo Arvat e Amara Lakhous.

 

Tutto questo alla III edizione del Lampedusa in festival, organizzata dall’associazione culturale askavusa di lampedusa e legambiente sicilia, che hanno lanciato pure la campagna di promozione “io vado a lampedusa” www.iovadoalampedusa.com per sostenere i commercianti e gli abitanti dell’isola delle pelagie che hanno subito un enorme calo delle prenotazioni turistiche.

L’obiettivo del Lampedusa in festival è quello di ricreare visivamente atmosfere, sonorità, lingue e testimonianze che appartengono al mediterraneo per raccontare la realtà dell’oggi e di come la cultura mediterraneo-occidentale sia soggetta a forze degeneratrici che separano, invece di favorire l’incontro e
la conoscenza tra popoli e culture diverse.

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Il festival inizia il 19 luglio, con la direzione artistica del regista Luca Vullo, quando si affronterà il tema
dell’immigrazione, l’incontro con l’altro e le piccole storie intese come metafore di grandi temi.

Dal 19 al 23 luglio 2011, oltre alla proiezione delle opere in concorso, saranno organizzati anche incontri, dibattiti, concerti ed altri eventi tra cinema, arte e letteratura. Il festival affronta anche il tema della legalità, dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile.
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Molto spazio sarà dato al cinema e in special modo al documentario. Tra le proiezioni di film fuori concorso ci sarà “Il volo” di Wim Wenders, previsto nella serata inaugurale del 19 luglio e preceduto da un incontro con il sindaco di Riace (Reggio Calabria) Domenico Lucano e con il sociologo ed economista Tonino Perna.
Il “volo” è il primo filmato italiano in 3d, mai distribuito nelle sale, che ha come tema centrale le positive esperienze di accoglienza che Riace ed altri paesi della Locride stanno attuando da diversi anni nei confronti di profughi politici e che ha tra i protagonisti lo stesso sindaco di Riace oltre a Ben Gazzara e Luca Zingaretti.

 

Dal nord arriva invece “Giallo a Milano”, di Sergio Basso, dedicato alla vita vissuta dalla comunità cinese insediatasi nel capoluogo lombardo ormai da diversi anni: ancora una volta storie di persone con i loro sogni, le loro speranze e la loro, normale, vita quotidiana. Altro film fuori concorso, il 22 luglio, e’ “Il colore del vento” di Bruno Bigoni, un documentario che prende spunto dal disco Creuza de Mä di Fabrizio De Andrè e Mauro Pagani, narrando lo spazio storico-culturale del grande mare, filmando luoghi, volti, storie, porti, mari e nazioni, dalla Tunisia al Libano, passando da Tangeri, Bari, Lampedusa e Dubrovnik, per approdare a Genova.

Il programma prevede numerosi ospiti come i responsabili di legaambiente sicilia, esponenti di d.e-r (associazione documentaristi emilia romagna), di Documentary in Europe, di Save the children, lo scrittore Antonio Mazzeo, il docente Fulvio Vassallo paleologo e Salvatore Borsellino.

Il 23 luglio verrà anche presentata la “rete del caffè sospeso”, rete di festival, rassegne e associazioni culturali in mutuo soccorso di cui il lampedusainfestival fa parte insieme a: festival del cinema dei diritti umani di Napoli, filmfestival sul paesaggio di Polizzi Generosa (Palermo), Marina Cafè Noir di Cagliari, Riaceinfestival di Riace , Valsusa filmfest (Valle di Susa – Torino) e s/paesati di Trieste.

Il festival che, non gode di nessun finanziamento pubblico, è organizzato e curato da associazione culturale askavusa, asgi (associazione studi giuridici sull’immigrazione), re.co.sol. (rete dei comuni solidali), legambiente lampedusa e si avvale della collaborazione di arci sicilia, ics-consorzio italiano di solidarietà, ufficio rifugiati Trieste, associazione amani, terrelibere.org, rete antirazzista Catania, asper-associazione per la tutela dei diritti del popolo eritreo, eglob web agency.
“Potrebbe essere l’inizio di un nuovo sviluppo dell’isola, che dovrebbe dare una sterzata sui temi dell’ambiente e dei diritti umani e di un turismo attento non solo alle meraviglie di Lampedusa ma alla sua storia e al suo ruolo strategico nel mediterraneo, alla sua incredibile vivacità culturale e anche ai suoi problemi che sono il riflesso di una serie di problemi che ha tutta l’Italia – affermano i promotori . Il Lampedusa in festival vuole offrire la possibilità di divulgare storie e modi di raccontare che abitualmente non trovano spazio.
Inoltre, il festival vuole contribuire al recupero di memoria locale e identità che da sempre nella storia delle isole pelagie è legata all’accoglienza, proprio in virtù della loro collocazione geografica nel cuore del mediterraneo”.

 www.lampedusainfestival.com/

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