Márcia Theóphilo, Premio Lerici Pea 2011

La poetessa brasiliana Márcia Theóphilo è la vincitrice della 58a edizione del Premio Lerici Pea per l’Opera Poetica, la sezione che ogni anno premia un grande rappresentante della Poesia mondiale, come già Ismail Kadarè, Francois Cheng, Bella Akmadulina, Jasper Svembro, Seamus Heaney, Ives Bonnefoy, Adonis, Ferlinghetti, Juan Gelman, Mario Luzi, Edoardo Sanguineti, Attilio Bertolucci e Giovanni Giudici.

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La cerimonia conclusiva del Premio, patrocinato dal Presidente della Repubblica, si svolgerà a Lerici il 25 settembre 2011 presso Villa Marigola, Centro Studi della Cassa di Risparmio di La Spezia.

I vincitori delle altre sezioni del premio Pea Sezione Poesia edita il Pea è stato attribuito ex aequo a Giorgio Manaccio per il volume ‘Dalla periferia dell’impero’, edizioni del Leone, e ad Emilio Zucchi con ‘Le midolla del male’, Passigli editore.

Il premio speciale Lerici Pea 2011 della Giuria per la Poesia Edita è andato invece a Roberto Carifi per ‘Tibet’, Le Lettere edizioni, mentre Maurizio Maggiani ha ricevuto il riconoscimento per la scrittura poetica.

Infine, Maria Stepanova si è aggiudicata il premio per la Sezione Internazionale.


Marcia Theophilo è nata a Fortaleza, capitale dello Stato di Cearà. Ha studiato in Brasile e in Italia dove si è dottorata in antropologia. Tutta la sua opera si inspira alla foresta amazzonica, ai suoi popoli, ai suoi miti, ai suoi alberi ed animali e all’impegno di salvare il patrimonio naturale e culturale della foresta.
La sua infanzia è stata influenzata dalla nonna paterna – che viveva in Amazzonia – che è stata la prima persona che le ha raccontato i miti della foresta, le grandi visioni del fiume, le voci del vento, le metamorfosi della luna, mettendola in sintonia con la polifonia delle voci della natura. Da allora si è sempre interessata ai problemi dell’Amazzonia e degli indios, volendo capire a fondo quest’umanità così pura nella sua origine e per questo seriamente minacciata dal degrado ed esposta a grandi pericoli. Attraverso i racconti di suo padre e di sua nonna ha compreso il significato del suo profondo legame con la foresta.
Dal 1968 al 1971 lavora come giornalista nel campo della cultura e della critica dell’arte a San Paolo, sviluppando collaborazioni con diversi artisti e scrivendo poesie. Nel 1972 lascia il Brasile, sottraendosi con l’esilio alla repressione di una dittatura militare che impediva la libertà di scrivere e di studiare. Nello stesso anno conosce a Roma il poeta brasiliano Murilo Mendes che le presenta il critico letterario Ruggero Jacobbi e il poeta spagnolo in esilio Rafael Alberti, con cui stabilisce un importante rapporto di lavoro e amicizia. Quando in Brasile il processo di democratizzazione inizia, nel 1979, Márcia Theóphilo torna a San Paolo dove partecipa al Movimento per la Democrazia. Nel 1981 è tornata a vivere a Roma.

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