I finalisti del Premio Calvino 2012

L’ASSOCIAZIONE PER IL PREMIO ITALO CALVINO comunica i nomi dei Finalisti della XXV Edizione: Simona Baldelli, Evelina e le fate, Marco Campogiani, Smalltown boy, Riccardo Gazzaniga, A viso coperto, Simone Giorgi, Il peggio è passato, Eugenio Giudici, Piccole storie, Paolo Marino, La casa di Edo, Michela Monferrini, Gennaio come, Fabrizio Pasanisi, Lo stile del giorno.
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La Cerimonia di premiazione si terrà a Torino presso il Circolo dei Lettori, venerdì 4 maggio 2012.
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I FINALISTI DELLA XXV EDIZIONE
Un filo comune tra gli otto autori finalisti può essere individuato nel prevalere del privato sul pubblico, nella difficoltà, nel rifiuto o nell’impossibilità di affrontare temi di respiro politico, storico o sociale, se non in maniera obliqua e indiretta, o da particolari punti di vista.

 

 

 

‘A viso coperto’ di Riccardo Gazzaniga è il testo che più penetra nel corpo sociale, affrontando con acutezza e non comune capacità narrativa il mondo distopico e marginale degli ultrà, in perenne lotta con le forze dell’ordine, o forse semplicemente con un “ordine” sentito comunque come oppressivo. Ad infrangere gli stereotipi, Gazzaniga è insieme scrittore e agente di polizia.

‘Evelina e le fate’, di Simona Baldelli, sembra tornare a un tema classico del neorealismo, quello della guerra civile. Ma anche lei, a modo suo, scompiglia le carte, scegliendo di trattare la materia dal punto di vista di una bambina contadina i cui strumenti culturali affondano in una dimensione semimagica (dove trovano posto le fate del titolo).

Con ‘Piccole storie’ di Eugenio Giudici, nelle quali prevale il puro gusto del narrare, facciamo un salto nel recente (ma oggi sideralmente lontano) passato degli anni Cinquanta, evocato con ironica nostalgia attraverso personaggi un po’ felliniani e arpinianamente favolosi.

La grande storia fa da sfondo all’impegnativo doppio romanzo biografico ‘Lo stile del giorno’ di Fabrizio Pasanisi, che ci illustra in parallelo, con grande eleganza e acribia critica, le vite di Thomas Mann e Bertolt Brecht trovando per loro, alla fine, un punto d’incontro.

Con ‘Gennaio come’ della giovane Michela Monferrini ci immettiamo, con un inedito impianto narrativo che rifiuta i nomi propri, nel privato amniotico e assoluto dei rapporti umani, tutti trattati a un livello profondamente emozionale.

Il fresco e lieve ‘Smalltown Boy’ di Marco Campogiani affronta la presa d’atto di un giovanissimo adolescente della propria omosessualità e la sua determinazione nell’affermarla; anche qui interviene lo scompaginamento degli stereotipi: non ci sono vergogna, incertezza, dubbio, non c’è spirito camp, ma pura e semplice normalità.

Anche l’adolescente protagonista della ‘Casa di Edo’, un testo di notevole forza, si contrappone al mondo degli adulti. Alla morte dei genitori si chiuderà nel suo appartamento dove per un po’, grazie a un gruppo di bizzarri personaggi che vi approdano, sembrerà prendere corpo una sorta di utopia; ma prevarranno le forze disgreganti e Edo si ritroverà nella più estrema solitudine, attorniato dal silenzio: il suo percorso è un viaggio verso il nulla.

Infine ‘Il peggio è passato’, l’allucinato romanzo di un “inetto” (sul piano dei sentimenti) il cui destino sarà determinato da una scena primaria in cui egli (forse) compie un delitto: il tutto è narrato, con una prosa densa e ricca di impennate, sullo sfondo di una sintetica e altrettanto inetta storia italiana, dagli anni Cinquanta ad oggi.

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Gli stili e le scritture sono mediamente di alto livello, per coerenza e capacità evocativa: si va dallo sperimentalismo di Gennaio come alla narrazione più incardinata nella tradizione di ‘Piccole storie’ o di ‘Evelina e le fate’ (che integra però sapientemente voci e stilemi dialettali), dal garbato minimalismo di Smalltown boy alla letterarietà dello Stile del giorno, al linguaggio “tutto cose”, programmaticamente ricalcato sul parlato, di ‘A viso scoperto’, alle scritture originali ed espressionistiche della ‘Casa di Edo’ e del ‘Peggio è passato’.

Un insieme vario, aggiornato e nuovo, letterariamente consapevole, che ci conforta nel nostro operato e che conferma la capacità di attrazione del Premio non solo a livello quantitativo (i 625 manoscritti!), ma anche qualitativo. Un risultato che premia un lavoro basato sul volontariato culturale, garanzia di trasparenza nelle scelte e indipendenza nella valutazione.

Il Comitato di Lettura


 
Simona Baldelli nasce a Pesaro il ventinove maggio del millenovecentosessantatre.
Dopo il liceo si trasferisce a Bologna dove passa due anni alla Scuola di Teatro.
Con in tasca un diploma d’attrice gira un po’ qua ed un po’ là per l’Italia lavorando in diverse compagnie.
Ha fondato un’associazione (Punto Com) con la quale progetta ed organizza eventi di cultura e spettacolo, sia in proprio che per soggetti Pubblici e Privati.
Vive a Roma ormai da vent’anni.

Marco Campogiani (1969) è nato e cresciuto a Urbino. Ora sposato, con un figlio, vive a Roma.
Si è laureato in Filosofia e ha conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia del Linguaggio, sotto la guida di Tullio De Mauro.
Sceneggiatore e regista, ha scritto (con Giovanni De Feo) e diretto il film La cosa giusta.
Ha ottenuto diversi premi in concorsi per sceneggiature. Il suo soggetto Liscio, già vincitore del premio Solinas, è diventato un film che ha poi vinto il Premio Alice nella città al Festival del Cinema di Roma.

Riccardo Gazzaniga fa il poliziotto da 15 anni, ne ha 35. Dal 2004 lavora nella caserma di Bolzaneto a Genova, la sua città, alternando l’ordine pubblico alla gestione di una biblioteca unica nel suo genere.
Ha vinto il premio “Orme Gialle”, è stato due volte finalista al “Mystfest” e ha ottenuto altri premi minori.
Ha scritto un romanzo di vampiri segnalato al Calvino 2011.

Il suo ultimo romanzo, “A viso coperto”, ha invece come protagonisti ultras e celerini.
Simone Giorgi è nato Roma il 30 aprile 1981 ed è laureato al Dams. Oltre al precariato ordinario, ha lavorato come autore di biografie su commissione, sceneggiatore e autore teatrale. Attualmente sta terminando la stesura del suo secondo romanzo.

Eugenio Giudici. Nato nel 1950, vive a Milano. È laureato in architettura, ha lavorato per tredici anni in ambito pubblicitario come art e copy, direttore creativo e amministratore delegato. Successivamente è passato al mondo della moda e dell’abbigliamento nel settore marketing, produzione, direzione industriale in Italia, Cina e Germania. Infine ha deciso di chiudere con tutto per dedicarsi a quello che da sempre voleva fare: affrontare la sfida di raccontare e di scrivere.

Paolo Marino, 44 anni, vive e lavora a Piacenza. È giornalista professionista per il quotidiano Libertà e si occupa prevalentemente di cronaca nera e giudiziaria. Laureato in Scienze Politiche all’università di Bologna, ha studiato un anno al University College di Londra.

Michela Monferrini è nata a Roma nel 1986. Laureata in Lettere moderne e giornalista pubblicista, è stata finalista al premio Subway 2005 nella sezione Poesia e al premio Campiello Giovani 2008. Ha curato due testi di saggistica letteraria: Quasi un racconto. La narrativa di Antonio Debenedetti (Edilet, 2009) e La letteratura è un cortile di Walter Mauro (Perrone, 2011). È istruttrice di nuoto.

Fabrizio Pasanisi è nato a Napoli nel 1957 e risiede a Roma. È laureato in Psicologia e specializzato in Giornalismo e comunicazioni di massa. È giornalista professionista, ha lavorato per la Rai, per Euronews, per l’Adnkronos e, in campo editoriale, per De Agostini, Laterza, Mondadori, Sellerio. È stato finalista, con il romanzo Democrito, nel premio Ilmiolibro 2011. Attualmente è autore negli Speciali di Superquark, di Piero Angela.

www.premiocalvino.it

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