Milo De Angelis, “Per il verso giusto” (I poeti su Radio Uno)

Milo De Angelis è il poeta protagonista della puntata del 22 agosto 2012 di “Per il verso giusto”, incontri con i poeti contemporanei, (in onda tutti i mercoledì dalle 5:40 alle 6:00 su Radio Uno), un programma ideato e condotto da Luigia Sorrentino per Radio Uno.
Milo De Angelis è nato a Milano, nel 1951, dove vive. Insegna Letteratura italiana nel carcere di Opera. Ha, da sempre, una certa ritrosia a parlare della sua vita privata. Eppure, ripercorrendo tutti i suo libri di poesie fino all’ultimo, uscito nel 2010, “Quell’andarsene nel buio dei cortili”, entrando nelle strade e nelle case dove ha vissuto, si comprende che c’è sempre qualcosa di strettamente biografico che coincide con la sua poesia. Il pensiero fisso che lo accompagna da trentacinque anni è: “Trovare la vena”. De Angelis è un poeta ossessionato da questa necessità… Trovare il giusto verso, quello che forma un grumo sulla pagina. Fin dal suo esordio poetico, nel 1976, con ‘Somiglianze’, i suoi lettori hanno avuto l’esatta consapevolezza che la poesia è di certo la cosa più importante della sua vita.

Qui sotto “Per il verso giusto” Incontri con i poeti contemporanei di Luigia Sorrentino
Radio Uno, puntata del 22 agosto 2012 con Milo De Angelis
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http://www.rainews24.rai.it/ran24/clips/2012/07/sorrentino-milo-de-angelis.mp4

‘Per il verso giusto’, incontri con i poeti contemporanei è un programma ideato e condotto da Luigia Sorrentino poeta e giornalista di Rainews per Radio1. Va in onda tutti mercoledì dalle 5:40 alle 6:00 dal 4 luglio e fino al 5 settembre 2012. Tra i protagonisti di questo primo ciclo di incontri, alcuni dei più importanti poeti italiani: Mario Benedetti, Milo De Angelis, Giuseppe Conte, Maurizio Cucchi, Biancamaria Frabotta, Mariangela Gualtieri, Vivian Lamarque, Elio Pecora, Valentino Zeichen con una sola eccezione: una poeta della generazione degli anni Sessanta, Nadia Agustoni che oltre a lavorare su tematiche civili molto importanti, come quella del lavoro in fabbrica, rappresenta la continuità nella tradizione poetica italiana.

Il nucleo tematico della trasmissione è l’autobiografia raccontata attraverso la lettura del poeta che porta dentro di sé il mondo in cui è maturata l’opera poetica.

Commenti (11)

  1. Essenziale, intenso, incisivo, insuperabile, come sempre. Ascoltare Milo è sempre una grandissima emozione! Milo, sei davvero il più grande!

  2. Pingback: non so se la poesia è davvero una sposa, se lo fosse sarebbe una sposa tirannica. Milo De Angelis | Associazione PoEtica

  3. Milo De Angelis è un poeta in cui c’è perfetta coincidenza tra biografia e poesia. Una poesia, la sua, perciò necessaria. Necessariamente ispirata. “E'” poeta “non fa” poesia. Egli stesso lucidamente dichiara che non ama la poesia fatta di “giochetti dell’intelligenza”: fatta di e per mestiere.La sua poesia arriva solo se ispirata, intendendo come ispirazione una necessità “tragica” che gli impone la scrittura. In assenza, preferisce il silenzio. Tra il primo e il secondo libro ci sono 10 anni di silenzio. Ma, parlando di ispirazione, aggiunge che alla necessità tragica interna segue la costruzione affidata a una ricerca razionale, a una tenace elaborazione finalizzata a trovare la parola poetica, che è parola esatta. Attraverso il colloquio si rivela una voce sincera, come solo può essere chi scrive per necessità e per dare risposte al dramma reale e sofferto dell’esistere. Sul piano della scrittura per necessità credo che Milo De Angelis si possa accostare a Nadia Agustoni.

  4. Non ci sono dubbi: Milo De Angelis è il più autorevole dei poeti italiani del nostro tempo… l’unico candidato al Nobel… una vita per la poesia, con l’umiltà dei forti e col coraggio degli umili… è stata una gioia riascoltare questo poeta, dalla mole paterna, che scrive “sotto dettatura” ma che rasserena chi lo legge anche se si percorrono sentieri bui… leggere la poesia De Angelis provoca un effetto disorientante, apparentemente devastante, ma puoi sfiorare il mistero del tempo, delle cose, delle figure umane… il tutto in un’atmosfera di tragicità che è la stessa che ci accompagna… riemerge in me e nel caro Peppe Rotoli la stessa emozione di quando sei stato nostro ospite a Pignataro Maggiore. Un abbraccio…Giovanni Nacca

  5. Salve, passavo di qui e ho ascoltato con piacere le interviste, le domande, “gli incontri” con i poeti italiani contemporanei. Ottima iniziativa, ottimo programma. Complimenti. Comunque, in merito alla poesia di De Angelis, credo che si stia eccessivamente sopravvalutando l’ultimo suo lavoro, “Quell’andarsene nel buio dei cortili”. Dico sopravvalutando (con la misura e la ‘poca’ competenza critica di un lettore medio di poesia) sia, e sorprattutto, in confronto alle sue precedenti opere – su tutte, come non citare “Tema dell’addio” – sia nel modo in cui venga esaltata una raccolta che, riletta più volte, lascia l’impressione di aver detto ben poco, o almeno che si difende in un ‘già detto’. Un già detto che a tratti sembra schiarire, e forse chiedere a se stesso, vicende poetiche trascorse ben più potenti di quest’ultima.

  6. Avevo atteso di commentare per pudore, per non esser io la prima a maneggiare il patrimonio poetico di Milo De Angelis che Luigia Sorrentino ci ha qui offerto. Ho avuto la necessità di fermare su carta i pensieri del poeta, per tenerli al riparo dall’inesattezza della memoria e ne farò contagio per le future visioni e letture del suo ciclo poetico. Ma su tutto, quella parola poetica che Lui descrive e che pare sfociare nel sangue, e finché non trova la strada per vincere il bianco della pagina rende prigionieri, “in un dormitorio senza finestre, come un detenuto che cammina in un’ora d’aria”, il carcere in cui la vita si scaglia “contro e attraverso”, e si placa solo con la resa, al verso perfetto, l’ago che finalmente ha trovato la vena.

  7. Quanta verità nelle parole di Milo De Angelis e nella sua voce! “La poesia è una ricerca razionale che poi sfocia nel sangue”

    Norberto

  8. E’ proprio così! Un libro non finisce con l’ultima pagina! Questa e mille altre cose ci ha spiegato Milo De Angelis. Belle, come sempre le risposte…ma altrettanto belle le domande di Luigia Sorrentino.

    Stefi

  9. Dalla raccolta “Distante un padre” in poi Milo De Angelis, con straordinaria gradualità di toni e disarmante semplicità di cadenze, sviluppa un’orbita concettuale, dove si segnalano dei punti fermi eppur vibranti di luce significante: un’assoluta aderenza al sè e, nel contempo, un’incisiva capacità di ascolto dell’altro da sè. La sua è davvero una poesia senza tenerezze, ma con la leggerezza lievitante di un pensiero magnetico, con cui si sintonizza la necessità di “essere”, senza fingere o interpretare ruoli “extravaganti”. Ciò emerge con ancor maggiore evidenza in “Andarsene nel buoi dei cortili” dove gli strappi improvvisi si situano in un “racconto ansimante” del suo rapporto con la realtà (interna ed esterna).
    Enzo Santese

  10. “Tutto avveniva in una zona oscura, ustionata, una zona che non potevo abitare”. Così Milo De Angelis, con parole di disarmante sincerità, ci racconta un suo libro (“Millimetri”) e attraverso questo libro l’esperienza sofferta e universale della poesia. Continuo ad ascoltare, Luigia, il vostro dialogo (dialogo, non semplice intervista) e ogni volta rinvengo cose nuove. Grazie per avercelo donato!

    Nik

  11. Quando gli occhi dell’amore
    ricambieranno il mio sguardo
    tutto ciò che mi circonderà
    all’istante svanirà.
    Le tenebre
    avvolgeranno i miei occhi
    che riaprendosi vedranno
    l’alba di una nuova vita.
    Oggi
    nasco dai tuoi occhi…….

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