Presentazione, “Ti stringo le mani mentre dormi”

Appuntamento

A Roma, martedì 29 gennaio 2013 alla Sala del Carroccio del Campidoglio alle 17.00, presentazione di  “Ti stringo la mano mentre dormi”, di Elena Buia Rutt, Edizioni Fuorilinea, euro 13,00.

La rottura di un vaso, il pianto dei bambini, il prato tagliato, il sopraggiungere dell’estate sono i piccoli fatti della realtà quotidiana da cui prende avvio l’ispirazione poetica di Elena Buia Rutt. “La vera casa dell’uomo, il mistero della sua posizione sulla terra, è proprio la parola di ogni giorno, specialmente quella densa dei rapporti familiari”, scrive Antonio Spadaro nell’introduzione. Una poesia che narra di una serie di gesti semplici, quasi banali, che improvvisamente irradiano nuovi significati, poiché letti da una percezione intensa che vede l’extraordinario nell’ordinario, l’assoluto nel relativo, l’infinito in ciò che è limitato. Angoscia, incertezza, precarietà in questa raccolta di versi cedono il passo allo stupore provato di fronte a una bellezza abbagliante, “eccedente”, come quella del piede della propria bambina appena nata; il verso poetico si fa canto di un’esperienza originaria del mondo, canto di ringraziamento.

Dopo i saluti dell’on. Dario Nanni, la poesia di Elena Buia Rutt verrà presentata da Vittorio V.Alberti, Maria Grazia Calandrone, Claudio Damiani, Antonio Spadaro.

Introdurrà e farà da moderatore Serena Maffia.

Sarà presente l’autrice.

fuorilinea srl
via Gramsci, 53
00015 Monterotondo (RM)
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Elena Buia ci fa capire che la poesia è dire qualcosa che accade. E questo qualcosa che accade, ci vivacizza, ci carica, ci dà vita e lena per continuare nel lavoro della vita

CLAUDIO DAMIANI

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Commenti (2)

  1. Szymborska afferma che ogni fatto ha in sé materia di poesia e il talento del poeta è di saperla percepire e comunicare. La Poesia non è nella straordinarietà degli eventi raccontati, ma nella capacità di rendere straordinario ciò che in ogni fatto può apparire cosa estremamente banale. Credo ci voglia più talento per essere Poeta del banale che poeta dello straordinario. Come credo comporti più rischio, per un poeta, di essere banale nel comunicare eventi straordinari.

  2. Com’e bello quando ci si parla! Quasi tutti i lavoratori solitari parlano mentre lavorano e nascono i monologhi. Certi cantano ed ascoltano la loro voce con la speranza che un uccello
    faccia eco.

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