Miltos Manetas & Paolo di Landro, Navigator Nowhere

Appuntamento

Navigator Nowhere, con Miltos Manetas & Paolo di Landro  è un evento speciale curato da Valentina Ciarallo in occasione di ALTAROMA ALTAMODA.

0Z2O Galleria | Sara Zanin, via della Vetrina, 21 – 00186 Roma

opening
sabato 26 gennaio 2013, ore 16.00 – 21.30
domenica 27 gennaio 2013, ore 11.00 – 20.00

Durante ALTAROMA ALTAMODA, Valentina Ciarallo presenta il progetto NAVIGATOR | NOWHERE con l’artista Miltos Manetas e il designer Paolo di Landro, presso la Z2O Galleria di Sara Zanin. Per l’occasione gli spazi della galleria vengono trasformati in un laboratorio work in progress in cui gli artisti sperimentano diverse strade creative e dove il GPS, oggetto di ricerca dell’artista Miltos Manetas, si muove al confine tra arte e moda. Manetas e Di Landro realizzano insieme e dal vivo gli abiti dei nuovi NAVIGATOR, personaggi ibridi, metà umani, metà network. Il segno grafico del NAVIGATOR è dunque il punto di partenza che offre agli artisti una strada da seguire alla ricerca, nel taglio di un abito così come nel tratto della matita su un disegno, di una nuova segnaletica artistica contemporanea.

Navigator/Nowhere

Esiste una strada che non va “da nessuna parte”. Una strada anonima, “Unnamed Road” come direbbe in inglese il mio GPS. Noi tutti, chi di meno e chi di più, cerchiamo ogni tanto questa strada, la via che porta dove magari non c’è proprio nulla, dove se anche qualcosa esiste, non si potrà comunque mai capire, mai veramente conoscere.
Si torna da quelle parti senza neanche un ricordo, con niente da raccontare: a malapena uno sa che c’e stato.

C’e comunque chi cerca questa strada perché è convinto che qualcosa sarà pur possibile portare indietro, qualcosa troverà da dire, dopotutto. Ma c’è anche chi la cerca, semplicemente perché non gli è rimasto nient’altro da fare, o chi spera di incontrare se stesso e riuscire a ricordare poi – un volta tornato – qualcosa di sé: spera di “riconoscersi”.

Mentre si cerca questo deserto, questo infinito, uno vive la propria vita più meno come gli è possibile, e guardandosi attorno vede anche strade già conosciute, contempla paesaggi già cartografati, fotografandogli magari o anche dipingendogli, scrivendo note, diari oppure libri a proposito, segnalando dei posti, e perfino facendo o correggendo mappe.

Si va avanti così da molto tempo, da millenni, ed è stato, da sempre, un processo banale, ma anche poetico (la poesia che ha iniziato Omero scegliendo di descrivere una certa guerra tra le tante, solamente perché veniva fatta in un posto lontano “da casa”, dove tutti hanno dovuto scomodarsi per partecipare).

Non da molto tempo però, solamente di recente, da una decina d’anni, ci siamo trovati a vivere-ovunque noi siamo- “a casa”. Telefonini, computer, l’internet, conoscono dove e in che punto esattamente siamo, sanno dirci come arrivare ovunque ci aspetta la nostra semi-guerra quotidiana.

Il pianeta è ora diventato casa e ti viene una disperazione, ti viene perfino il desiderio di sfuggire radicalmente ma non si fa, la vita e’ l’unico paesaggio dopo tutto, non si abbandona cosi a cuor leggero.

E mentre noi umani siamo nello stesso tempo accomodati e disperati, facilitati e nauseati dei nostri amici GPS, loro sono impegnati nel proprio amore satellitare col la terra. Questo progetto vuole guardare I GPS in profondità, darli una chance di essere per una volta non utili ma belli, vuol sperare che loro, come noi, sono in ricerca di un possibile deserto, di una “Via Realmente Senza Nome”.
I miei disegni e I personaggi vestiti da Paolo di Landro, sono pensati come ritratti di un Marco Polo ibrido, una parte umano una parte network.

Miltos Manetas, Capalbio, 2013

 

VIDEO MILTOS MANETAS “BLACKBERRY PAINTINGS”
Immagine anteprima YouTube

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