A “Notti d’autore” Antonio Riccardi

Oggi, 4 aprile 2013 incontriamo a NOTTI D’AUTORE – la trasmissione di Rai Radio1 in onda la notte tra il mercoledì e il giovedì alle 0:30 ideata e condotta da Luigia Sorrentino-  Antonio Riccardi (nella foto di Dino Ignani).
Nato a Parma nel 1962, Antonio Riccardi è uno dei più affermati poeti della sua generazione, quella nata negli anni Sessanta. E’ originario di Langhirano e vive a Sesto San Giovanni, vicino Milano. Laureato in Filosofia all’Università di Pavia lavora nell’editoria.
Fin dal suo libro d’esordio, “Il profitto domestico”, uscito nel 1996, Riccardi compie un percorso poetico unitario che lo condurrà – alla fine – a un unico grande libro, una sorta di poema epico. Per lui la poesia è un’esperienza salvifica, un luogo di autenticità, di verità, che si oppone alla dispersione e alla superficialità del presente.

L’AUDIO DELL’INTERVISTA AD ANTONIO RICCARDI di Luigia Sorrentino

 

Con una lingua poetica controllata e precisa, Antonio Riccardi perlustra il suo personale universo familiare, inteso come centro di ogni possibile percorso poetico. Riccardi chiama nella narrazione, le vite dei suoi antenati che parlano come potrebbero parlare grandi personaggi della tragedia greca.

In particolare, “Il profitto domestico” è un poema nel quale entrano più generazioni, dall’Ottocento alla prima Guerra mondiale. Tutta la vicenda ruota attorno al podere di Cattabiano luogo d’origine della famiglia del poeta, sull’appennino parmense. Sullo sfondo di tutta l’opera vi è un dovere, un dovere che genera il profitto… Tutti devono conciliare il dovere con la responsabilità sociale. In questi suoi versi entra il passato, ma anche il nostro tempo…

“Il profitto domestico” è tuttavia, soltanto l’inizio del percorso poetico di Antonio Riccardi, che si accresce e si sviluppa in due opere successive “Gli impianti del dovere e della Guerra” del 2004 e “Aquarama” del 2009. Ne “Gli impianti del dovere e della Guerra” la poesia di Riccardi si concentra in due luoghi precisi : la campagna parmense del podere di Cattabiano e quella che fu “la piccola Stalingrado”, cioè Sesto San Giovanni dove ci fu nel Novecento una forte crescita industriale: il numero degli operai si triplicò in pochi anni tanto da superare il numero degli abitanti del comune.

Una curiosità: una canzone del gruppo musicale BAUSTELLE “Diorama” è tratta liberamente da una sua poesia inserita ne: “Gli impianti del dovere e della guerra” e poi ripresa nella sua ultima raccolta di versi “Aquarama” e altre poesie d’amore.

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Commenti (4)

  1. Un’intervista molto importante con Antonio Riccardi. Da ascoltare e meditare. Riccardi ridefinisce e colloca in una dimensione ‘civile’ il ruolo della poesia contemporanea.

  2. Ci sono poeti che “appena” intuiscono le “provocazione” da cui la loro poesia nasce, facendosi urgenza,i quali non sanno, interrogati sull’origine della loro ispirazione, analizzarne le ragioni. E ci sono poeti la cui poesia hanno chiara nella mente prima che nel cuore, sulla quale ragionano e scavano affinché risponda alle motivazioni profonde:quasi un progetto unitario, appunto un poema o, addirittura, una sorte di diario ragionato, in cui è scavata la propria esistenza integrata dal prima (gli antenati)e dal dopo (il futuro), con l’analisi sociologica e storica personale del cambiamento che porta dal passato al futuro. Antonio Riccardi fa parte certamente della seconda schiera di poeti, e la sua formazione filosofica ne è la premessa preparatoria. Mi riprometto di leggere almeno “profitto domestico”.

  3. Sorprendente Luigia! Invitare il fratello all’intervista! Scuotere un po’ i muri! La vita! La vita! Gli universi chiusi sono preziosi e belli… e molto bello e’ l’universo che Antonio Riccardi vorrebbe conservare immutabile. Gli auguro tanto di riuscire… Prolungare un’infanzia all’infinito, essere consapevole del tesoro che possiede, non abbandonarlo mai, mai per nulla. Pochi ci sono riusciti… e non e’ solo una questione di necessita’… e’ soprattutto una questione di amore, di saper amare, di voler amare.

  4. Grazie Adriana,
    sapere che ci segui e sei ‘fisicamente’ così lontana! Grazie per il tuo commento… sì, l’intervista merita di essere ascoltata… e poi quei ‘diorama’, quei mondi fissi, ma certi, sono esistiti, nei quali tutti, tutti siamo già stati.

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