A “Notti d’autore” Virgilio Sieni

Giovedì 9 maggio 2013  a “Notti d’autore” su Rai Radio 1 alle 0:30 Luigia Sorrentino incontra Virgilio Sieni, coreografo e danzatore, uno dei più apprezzati della danza contemporanea europea.
E’ nato a Firenze, dove ha iniziato la sua formazione alla danza classica  per poi approfondire la sua preparazione artistica ad Amsterdam, New York e Tokyo. Il suo percorso comprende anche lo studio di arti visive, architettura e arti marziali. Famoso a livello internazionale, è uno dei pochi danzatori capaci di aprire attraverso il movimento del corpo una riflessione che mette al centro di tutto proprio il corpo dell’uomo. La corporeità è da lui intesa come un cammino verso l’umano alla scoperta della funzione di “abitante del mondo”. E proprio con la danza Virgilio Sieni si fa portatore di quello che potremmo definire un Nuovo Umanesimo.

L’AUDIO DELL’INTERVISTA A VIRGILIO SIENI di Luigia Sorrentino


Virgilio Sieni è anche direttore della Biennale di Venezia, settore Danza. Nel 1983 ha fondato la compagnia PARCO BUTTERFLY che si è poi trasformata nel nel 1992 nella compagnia Virgilio Sieni,  attualmente una delle più importanti realtà coreografiche italiane legata ai principali teatri e festival europei.

Per la creazione dei suoi lavori Virgilio Sieni si è spesso avvalso della collaborazione di altri artisti: musicisti, compositori di rilievo internazionale, ma anche poeti e filosofi. Nel 2007 ha fondato con Caterina Poggesi  “L’accademia sull’arte del gesto”. Un percorso al quale sono approdati dopo anni di studio insieme alla ricerca del tempo per afferrare il gesto.

Nel 2003 la sua compagnia ha ricevuto diversi importanti riconoscimenti: due premi UBU e poi, qualche anno dopo, “Sonate Bach-di fronte al dolore degli altri” ha vinto il premio danza&danza.  E’ stato detto che è stata una delle sedici coreografie più significative degli ultimi cento anni.

Virgilio Sieni dirige a Firenze, Cango – Cantieri Goldonetta – “L’accademia sulle arti del gesto”.

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Commenti

  1. Un colloquio molto interessante che rende estremamente poetico il gesto quale interprete dell’anima e dell’ambiente, costruendo un linguaggio della gestualità, capace di esternare l’interiorità dell’uomo come di tradurre gli influssi esterni all’individuo: il corpo attraverso i gesti esprime fisicamente il mondo che agisce dall’interno e dall’esterno. Allora i gesti hanno una loro semantica come le parole per la poesia, le note per la musica? Come si interpreta e da dove e perché nasce la ipergestualità della gente del Sud? Può essere che i popoli che hanno uno scarso vocabolario compensino con un più ricco bagaglio di gesti?

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