Frank Bidart tra i poeti dell’American Academy

Appuntamento

Tra gli scrittori, gli storici, i traduttori e i poeti ospiti dell’Accademia Americana di Roma che affiancheranno il Premio Nobel Seamus Heaney negli incontri alla Casa delle Letterature (giovedì 9 maggio 2013) e all’Accademia Americana di Roma (venerdì 10 maggio 2013), anche il poeta Frank Bidart. Qui sotto potrete leggere alcune traduzioni in italiano delle sue poesie di Damiano Abeni.

PROGRAMMA DELLE CONVERSAZIONI SU OVIDIO

Il 9 maggio 2013, alla Casa delle Letterature di Roma (Piazza dell’Orologio, 3) si aprirà con una conversazione fra Stephen Greenblatt, Christopher Martin, e Ramie Targoff, sul tema del rapporto tra Shakespeare e Ovidio.

Seguiranno letture de Le Metamorfosi in latino dello studioso Alessandro Schiesaro e letture del poeta Seamus Heaney, della poetessa Alice Fulton, del drammaturgo inglese Timberlake Wertenbaker e della scrittrice Jane Alison, gli stessi leggeranno loro traduzioni e riadattamenti dei versi di Ovidio dedicati a Daphne e Apollo, Orfeo e Euridice, Tereo, Procne e Filomela, Salmacis e Ermafrodito. Seguirà una discussione a chiusura.

La seconda serata, il 10 maggio 2013 all’American Academy in Rome, a Villa Aurelia, si aprirà con letture da novelle che hanno come soggetto la personale mitica ascesa e caduta del poeta latino, oltre a letture di The Love-Artist di Jane Alison, An Imaginary Life di David Malouf e The Last World di Christoph Ransmayr.

Il poeta Frank Bidart, lo scrittore James Lasdun, e la professoressa e scrittrice Marina Warner parteciperanno ad una seconda serie di letture tratte da Le Metamorfosi che includeranno anche i racconti di Cinira e Mirra, La Peste a Egina, e Leto, Diana ed Apollo.

A conclusione letture in latino dello studioso Philip Hardie e a seguire una conversazione finale.

Del volumetto La guerra di Vaslav Nijinsky  di Frank Bidart sono stati ultimati presso la Tipolitografia S. Eustacchio nel 2006 trecento esemplari, cento dei quali contengono, fuori testo, una litografia di Mauro Staccioli, stampata a mano su carta Arcoprint Fedrigoni. A cura di Damiano Abeni.

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Nijinsky invitò ospiti ad un recital presso il Survetta House Hotel.
Quando gli spettatori furono seduti, prese una sedia, vi si accomodò, e cominciò a fissarli. Trascorse mezz’ora. Poi raccolse alcuni rotoli di velluto bianco e nero e tracciò una gran croce, lunga quanto la sala. Si mise, eretto, a braccia aperte, alla testa della croce. Disse: “Ora vi danzerò la Guerra, che non avete evitato e della quale siete responsabili.” Il balletto riflettè battaglia, orrore, catastrofe, apocalisse. Un osservatore scrisse: “Alla fine eravamo troppo soggiogati perché potessimo applaudire. Guardavamo un cadavere, e il nostro silenzio era il silenzio che avvolge i morti.”
Vi fu una raccolta di fondi per la Croce Rossa. Il tè fu servito. Nijinsky non danzò mai più in pubblico.


Mauro Staccioli
Litografia
290 x 225 mm
100 esemplari firmati e numerati da 1/100 a 100/100
Nella nostra GALLERIA DI GRAFICA troverete altre opere di questo artista

ASSOCIAZIONE EDIZIONI L’OBLIQUO
Corso Magenta 45 – 25121 Brescia

edizioni@edizionilobliquo.it

 

FRANK BIDART

DESIDERIO 

a cura di Damiano Abeni

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da IN THE WESTERN NIGHT (Collected Poems 1965-90)

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da In the Western Night (1990)
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AI MORTI

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Cio’ che spero (quando spero) è che
ci incontreremo ancora, –

…ancora a raggiungere la VENA

in cui ci siamo amati…
E’ esistita. E’ esistita.

C’e’ una NOTTE nella NOTTE, –

…poiche’, come i detectives (i Fratelli Ritz)
ne Il Gorilla,

siamo stati una volta percossi dal gorilla

ispezionavamo le pareti, intricati intagli
di pannelli impenetrabili

in cerca di un pulsante, leva, chiavistello

che aprisse un passaggio segreto che
rivelasse alfine le camere segrete,

CORRIDOI tra PARETI,

(la spoetizzante, necessaria, struttura sognata
sotto la struttura percepita,)

la CASA entro la CASA…

C’e’ una NOTTE nella NOTTE, –

…c’erano (ad esempio) mesi in cui pareva riuscissi solo
a spiacerti, frustrarti,

deluderti-; poi, qualcosa faceva scattare

uno sborniarsi per giorni, e mentre
adagio insicuro smaltivi la sbornia,

malato, pulsante di rimorso ed autorepulsione,

percezioni come ceneri: adese
a; inutili; odiate…
Era contemplare la possenza delle acque

nel sonno delle acque: –
segreti, storie di amori, tradimenti, doppi-ciechi

inadatti (pensavi) alla luce del giorno…

C’e’ una NOTTE nella NOTTE, –

…poiche’, a volte la notte, ancora
abitiamo insieme il luogo segreto…

E’ saggezza o autocommiserazione? –

L’amore che conobbi e’ l’amore di
due che guardano

non l’uno l’altro, ma nella stessa direzione.

*

NELLA NOTTE OCCIDENTALE
.
I. L’irreparabile

Dapprima, ero dove insensibili
armonie creano le armonie

che sentiamo-

poi ero un cane, ti annusavo
l’inguine.

Ti chiesi perché
fossi qui; la tua risposta era la tua bellezza.

Dissi di avere bisogno di te. Dicesti
che i morti

guidano e confondono i nostri passi-

che se ti avessi aiutato a tagliarti la pelle
d’un taglio abbastanza profondo

quello, almeno, sarebbe stato IRREPARABILE…

Oggi pomeriggio, le nuvole
si muovevano cosi’ rapide-

masse sulle torri, in corsa.

.
II. Nel Mio Scrittoio

Due mozziconi di sigaretta-
lasciati da te

la prima volta che venisti nel mio appartamento.
Il giorno dopo

li trovai, …ancora li’-

ne raccolgo uno, poso le labbra dove
posasti le tue…

*

Il nostro nonamore è l’uomo precipite sulle falde
del monte, che, se osa provare a arrestarsi,

rovina-
le mie mani volevano toccare le tue

mani, giacche’ avevamo mani.

*

Ripongo entrambi i mozziconi
in una busta, ne sigillo

i margini con cura.
Dapprima, la carta sottile della busta

non tratteneva

l’aroma raffermo del tabacco…
Ora la busta e’ nel mio scrittoio.

.
III. Due Uomini

.
L’uomo che non conosce se stesso, che
non conosce i propri affetti che delle proprie azioni

parla senza riconoscerle
proprie,

capace di DIRE QUALSIASI COSA

e mentire quando non sa di
mentire perche’ cio’ che gli serve credere vero

deve invero
essere vero,

QUEST’UOMO E’ PIETRA…NON PANE.

PIETRA. NON DOLCE. NON FORMAGGIO. NON PANE…

L’uomo che intende cibare la sua fame
masticando pietra

e’ un FOLLE; la sua fame
si ciba

in modi che – lui sa – non possono sfamarla.
.

IV. Epilogo: Una Strofa da Orazio

La notte in sogno ti abbraccio
ed ora ti inseguo
tu che sull’erba fuggi del Campo Marzio,
tu, che sulle acque (tu crudele) fuggi.
.

Berkeley, California, 1983

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