In ricordo di Valter Binaghi

Valter Binaghi, qualche parola

di Nadia Agustoni

Poco prima di Natale ho letto il romanzo di Valter Binaghi “Melissa, la donna che cambiò la storia” (1) di cui ho fatto una segnalazione proprio su questo blog. Con Valter Binaghi l’amicizia era recente, un parlarsi a lungo rimandato, poi ci fu un incontro perché avevo conosciuto Roberta Borsani, sua moglie, con cui simpatizzai subito per quelle affinità che non sempre ci si aspetta in persone con un vissuto lontano dal nostro. Siamo tutti, quasi tutti, poco attenti agli altri, troppo di corsa, anche quando diciamo di volerci fermare. “Internet”, mi disse una volta un amico, “non si ferma e se ti fermi ti scavalca”. Scelsi allora di fermarmi, pubblicando sui “Lit-blog” ogni tanto alcune delle mie letture, saggi brevi e recensioni, ma senza ansie di seguire per forza ogni giorno dei post, prendendo tempo invece per altro. In ogni caso lo spazio virtuale permette di conoscersi, magari di approfondire certe tematiche con qualcuno, di scambiare opinioni con persone sulla cui parola e sulla cui presenza contiamo. Quel giorno con Valter e Roberta a casa mia, parlammo soprattutto di spiritualità, Valter aveva scritto tempo prima un libro con Giulio Mozzi “Dieci buoni motivi per essere cattolici” (2) e da li arrivammo al mio interesse per i Sufi. Uno scambio di parole autentico, dove risaltava la profondità di Valter e insieme il suo carattere, che nell’intensità con cui spiegava ciò che aveva a cuore e si innervosiva, rivelava quella verve polemica, che già nel web, era una sua caratteristica.

La malattia che da oltre un anno non gli dava respiro lo ha portato via venerdì 12 luglio 2013. Ognuno ora lo ricorda a suo modo. Qui metto una breve frase di Nietzsche che mi ha rammentato quello che mi disse il giorno del nostro incontro mentre gli mostravo i campi davanti a casa, nella frazione del paese dove abito, parlandogli dei gesti e del silenzio degli ultimi contadini di questa zona: “Voglio restituire agli uomini la quiete, senza la quale è impossibile che una cultura si sviluppi e sopravviva. Così anche la semplicità.” (3)
Valter notava allora che ci mancavano quiete e semplicità e li leggeva come indizio di un errore.

Note:

1 – Valter Binaghi, “Melissa la donna che cambiò la storia”; Newton e Compton 2012
2 – Valter Binaghi e Giulio Mozzi, “Dieci buoni motivi per essere cattolici”, Laurana editore 2011
3 – Friedrich Nietzsche, “Diventa ciò che sei”, C. Marinotti edizioni, 2006

Per i libri e altre notizie su Valter Binaghi rimando al suo blog.
http://valterbinaghi.wordpress.com/

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