Margaret Atwood e Thomas Pynchon

Due anteprime editoriali
a cura di Luigia Sorrentino

di Nicola D’Ugo

Roma, 19 settembre 2013. Sono usciti in questi giorni negli Stati Uniti due romanzi importanti nel panorama della narrativa internazionale: Margaret Atwood con “MaddAddam” e Thomas Pynchon con “Bleeding Edge”.

Entrambi trattano il tema della società digitale in cui viviamo. Il romanzo di Atwood chiude (forse) il ciclo della triade romanzesca che era cominciata nel 2003 con le questioni della clonazione in “Oryx and Crake” (“L’ultimo degli uomini”) e dell’ambientalismo rispetto alla modificazione estetica dei corpi in “The Year of the Flood” (L’anno del Diluvio). “MaddAddam” è ambientato nell’imminente futuro e riprende il nucleo dei ‘ribelli’ del romanzo precedente. 

“Bleeding Edge” di Pynchon è ambientato poco prima dell’11 settembre a New York, e i riferimenti dell’universo paranoico che raffigura sono rivolti all’assurdo decennio post-11 settembre che ha portato l’America ad un pesantissimo crollo dei valori democratici e liberali. Il mondo dei social network e delle comunicazioni digitali, con le subitanee intercettazioni e mistificazioni, è a tema di questi lavori importanti, se non altro perché costituiscono il contributo di Atwood e Pynchon, con le loro ironie, il loro sarcasmo, la loro intelligenza e il loro estro, a un tema che riguarda noi in quanto contemporanei.

Sul tema dell’universo tecnologico in cui viviamo è intervenuto la scorsa settimana, sul quotidiano londinese The Guardian, anche Jonathan Franzen, di una generazione più giovane rispetto a Atwood e Pynchon. Segnalo questi due romanzi come pietre miliari recenti del dibattito sulla contemporaneità e il digitale che impieghiamo ogni giorno. Chi è interessato alla lettura di questi due romanzi, potrà farlo, ma leggendoli in lingua inglese. In attesa della traduzione italiana…

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