Lorenzo Pavolini, “Si sente in fondo?”

untitledNello scaffale

Lorenzo Pavolini SI SENTE IN FONDO? Avventure dell’ascolto, Postfazione di Goffredo Fofi.
Un viaggio attraverso la radio «La scrittura di Pavolini ha un pregio raro – come dice Fofi nella postfazione – è un impasto in cui sembrano fondersi senza sforzo la finezza dei vecchi letterati con l’acribia dell’analisi e della documentazione». Perché nessuna fatica è superflua quando si tratta di riferire il vero.

E il vero è dato dalla possibilità che si possa ancora scegliere di produrre e partecipare a una cultura che non sia necessariamente intesa solo come consumo. Una cultura che in Italia è sopravvissuta – e sopravvive ancora – soprattutto grazie alla radio. Quello di Pavolini «è un viaggio che può entusiasmare perché riafferma la ricchezza di un mezzo a partire dagli usi migliori che se ne sono fatti, oltre le vecchie e le nuove retoriche».

Pagine 120, prezzo 12,00 euro

È il mondo delle voci e dei suoni, con al centro la radio, l’oggetto di questo libro eccentrico quanto può esserlo la prospettiva dell’ascolto. Una cronaca in due tempi dove convergono elementi diversi per raccontare trasformazioni e possibilità di uno strumento alleato della complessità e delle domande dell’uomo, capace di formare comunità, inventarle, distruggerle, consolarle. Un primo movimento in studio, negli ambienti fantasmatici delle sale di registrazione, riflette sul senso dell’ascolto, oggi, in Occidente, a partire dall’esplorazione sonora del paesaggio italiano a opera dei maggiori scrittori delle ultime generazioni, per approdare alle scene di un radiodramma vivente incontrato negli scompartimenti di un treno o nell’istallazione sonora di un albergo dove rivive lo splendore acustico del passato. La seconda parte in viaggio, quando dalla provincia italiana l’autore allarga la sua esplorazione fino alle strade della Bosnia, agli slum di Nairobi, all’India dei musicisti itineranti. Come se allontanandosi, ci avverte, andando in luoghi dove l’ascolto è meno corrotto, tutto diventi più evidente e possa venire a depositarsi sui fondali del nostro desiderio di capire in maniera permanente. La scrittura di Pavolini, concentrata sulla ritmica discreta dell’ascolto, trae sostanza e forma proprio nello smarcarsi dall’autocompiacimento, tenendo però fermo il punto di partenza autobiografico e interiore. Questo è avvenuto per Accanto alla tigre, poi nel memoir Tre fratelli magri, e ora in questo nuovo libro dove ricuce intorno ad alcune esperienze del suo lavoro quotidiano ai programmi di Radio3 il destino più ampio dei mestieri intellettuali.

Lorenzo Pavolini è nato a Roma nel 1964. È redattore di Nuovi Argomenti e collabora a Lo straniero. Ha pubblicato i romanzi Senza rivoluzione (Giunti, 1997), Essere pronto (peQuod, 2005), Accanto alla tigre (Fandango, 2010, finalista Premio Strega), Tre fratelli magri (Fandango, 2012). Collabora con Radio3Rai. Per la regia del documentario sonoro Ninnananna di Natale, musica e storie dall’Orchestra di Piazza Vittorio ha vinto il Prix Urti 2003.

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