“Ero Maddalena”, Cinzia Demi

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Letture

Si tratta di un poemetto in versi sulla figura più contrastata e più vicina a Gesù della Bibbia messa in relazione con una figura di donna contemporanea che subisce violenza e cerca la sua identità confrontandosi con la donna biblica.

Cinzia Demi è nata a Piombino (Livorno), lavora e vive a Bologna. Ha pubblicato: Incontriamoci all’inferno, (Pendragon, 2007), Il tratto che ci unisce (Prova d’Autore 2009), Caterina Sforza. Una forza della natura fra mito e poesia (Fara, 2010), Aldilà dello Specchio fatato (Albatros, 2010), Incontri e incantamenti (Raffaelli, 2012), Ersilia Bronzini Majno (Pendragon, 2013). Ha curato, insieme a P. Garofalo l’antologia omaggio a Giorgio Caproni Tra Livorno e Genova: il poeta delle due città (Il foglio, 2013).

Da: Ero Maddalena, di Cinzia Demi, Prefazione di Gabriella Sica, Postfazione di Rosa Elisa Giangoia, Puntoacapo editrice 2013.

“Non sapremo noi
che faccia hai avuto
mai
né quella che
voltandoti
potresti avere
ed hai.”

Giovanni Testori

*
  manca ancora molto all’alba
e vorrei che la notte non finisse
vado in controtendenza adesso
è più forte la voglia di ombre
la luce mi acceca

 nella notte ritrovo il cuore
del mondo
il cerchio di fuoco acceso
dentro cui buttarsi
per sparire nel rosso
e rinascere
come terra da amare

*

  sono fragile nel segno della mano
nei tratti arteriosi
delle finestre accese

  posseggo un solo ricordo
misuro un solo cammino
vado anch’io come un’ombra

  slanciata nel fragore del tuono
dio, se la morale
fosse un umore carnale

  se si potesse mischiare
col riverbero a pelle
di voluttà  di carne  di ardore

*

  Bologna mi accoglie
potente nelle sue strade
a quest’ora quasi senza gente

  un vento di ponente (1)
deciso   mi ha spinto
nella sua direzione

  scalza come un bambino
nuda di consolazione
cerco l’antro di un portone

  o la fredda scala
la balaustra di una chiesa
il riparo di una prigione

(1) Secondo un’antica leggenda, il vento di Ponente, avrebbe accompagnato la figura di Maria Maddalena, sin da quando la sua statua approdò all’omonima isola, in Sardegna, spinta da quel vento stesso.

 

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