Premio Prata 2017

COMUNICATO STAMPA

XI edizione 2017
LA CULTURA NELLA BASILICA
Sabato 16 Settembre, ore 19.30
Basilica Paleocristiana della SS. Annunziata
(Prata P.U. Avellino)

Al via l’undicesima edizione del Premio Prata “La cultura nella Basilica”
L’evento ha ricorrenza annuale e, col tempo, è riuscito a porsi all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale e internazionale tanto da essere inserito nei circuiti di rete del sito dell’UNESCO. La cerimonia di premiazione della undicesima edizione si terrà Sabato 16 Settembre, alle ore 19.30. Cornice e cuore pulsante dell’evento è la Basilica Paleocristiana della SS. Annunziata, uno dei luoghi di culto più antichi del Meridione e sede di attività religiose anche in epoca pagana; il Premio Prata, infatti, nasce innanzitutto per valorizzare questa meravigliosa testimonianza del passato, capace di emozionare ancora oggi con la sua bellezza. A condurre la manifestazione, come di consuetudine, saranno Gigi Marzullo, giornalista RAI, Barbara Ciarcia e Nello Fontanella giornalisti de “Il Mattino”. I saluti saranno affidati al Sindaco di Prata di Principato Ultra Bruno Petruzziello, a Gianni Festa direttore de “Il Quotidiano del Sud”, a Pierluigi Melillo direttore di Otto Channel. Ospite della serata l’attore Sebastiano Somma. Recital di Paolo De Vito “Quanti passi…” con Gianluca Marino, Giuseppe Musto e Salvatore Santaniello. Il Premio è curato e gestito dall’Associazione Premio Prata con presidente Antonietta Gnerre, vice presidente Armando Galdo. Il Premio si articola in varie sezioni con lo scopo di esaltare il mondo culturale e quello della comunicazione, della ricerca scientifica e dell’impegno civile e sociale.

Riceveranno il Premio Prata 2017: Antonio De Iesu (Questore di Napoli), Rosario Cantelmo (Procuratore Capo della Repubblica di Avellino), Ottavio Lucarelli (Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania), Fabrizio Filippone (Capo redattore di Studio Aperto), don Maurizio Patriciello (Parroco e opinionista di Avvenire), Vincenzo Mascolo (Direttore artistico di Ritratti di Poesia), Modestino Di Nenna (Regista), Andrea Cati (Presidente di Interno Poesia), Massimo Morasso (Poeta), Aurelio Picca (Scrittore e giornalista), Andrea Fabbo (Dirigente medico geriatra), Marika Borrelli (Scrittrice e giornalista). Menzione speciale al Presidente nazionale della Fibes, Peppino Colarusso.

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UMANA, TROPPO UMANA

marilynPoesie per Marilyn Monroe
A cura di Fabrizio Cavallaro e Alessandro Fo

Il 1° giugno del 2016 Marilyn Monroe avrebbe compiuto novant’anni. Questa raccolta intende ricordarla con un omaggio alla sua (ferita) grandezza. Sulla scia dei versi che le dedicarono Pier Paolo Pasolini e Dario Bellezza, molti poeti italiani di oggi si sono qui ritrovati per celebrarla con una tenera e partecipata ‘offerta musicale’ nella forma di una ghirlanda di liriche. Ne scaturisce un ritratto di Marilyn Monroe a più dimensioni. Continua a leggere

Presentazione “Viaggi al fondo della notte”

poesieA Salerno, venerdì 11 dicembre 2015, dalle ore 18,30 libreria imagine’s book, corso garibaldi 142

mariastella eisenberg
“viaggi al fondo della notte”
la migranza, l’erranza, la viandanza

prefazione ugo piscopo – nota poetica maram al-masri
[oèdipus 2015]

intervengono
cinzia demi (scrittrice e saggista)
enzo d’antona (direttore de La Città)

Cinzia Demi, “L’accoglienza delle Madri”

DEMI 2 COP fronteDalla casa di Maria alla Casa delle Madri
di Massimo Morasso

“Non ti preoccupare dunque, caro lettore, di identificare o smistare le diverse Maddalene in quella di Cinzia Demi che di fatto potrebbe a ben ragione dire: Maddalena c’est moi.”, così scriveva un paio di anni fa Gabriella Sica presentando Ero Maddalena, il precedente libro di versi di Cinzia Demi, uscito anch’esso, come questo, con puntoacapo.

La Sica molto insisteva, e giustamente, su una poesia del femminile, nutrita di carne di voluttà di ardore, e forte della capacità di autenticare la persona dialogante che è l’io-Maddalena del libro, l’io-Maddalena multiplo e cangiante reinventato per sé e per tutti noi dalla Demi. Ma ciò che più mi ha colpito nella frase della Sica è quell’invito a non curarsi di identificazioni o smistamenti, che mi pare una chiave d’accesso a una voce poetica che anche qui, e qui, in questo nuovo Maria e Gabriele forse anche più di prima, ha il coraggio mitoesistenzialista di calarsi nel vivo del racconto evangelico, sorretta da una pervicace volontà di re-immaginazione, con tutti i rischi e i pericoli del caso, in un dettato chiaro e senza fronzoli ma acceso qua e là di ariose vibrazioni interiori, dov’è proprio l’azzardo di un’effrazione al lascito tradizionale a fare la differenza, a siglare il crisma di una personalità. Continua a leggere