Emmanuele Francesco Maria Emanuele

 

la_goccia_e_lo_stelo_-_romaLa goccia e lo stelo (LietoColle, 2013) è l’ultima opera di poesia di Emmanuele Francesco Maria Emanuele, poeta. Un’opera che scolpisce fin dal titolo, uno stelo, una pietra a forma piatta, un monolito di epoca etrusca, sul quale appare il volto della persona. Sul viso fatto pietra, una goccia di rugiada – la lacrima del tempo – scivola luminosa, spinta dall’ultimo vento. Lo stelo è la resa del corpo, mostra l’ombra che si avvicina e soffia verso il cielo, quella della persona morta. L’ombra che raggiunge un’altra ombra, per commemorarla, ricorda una delle più belle poesie di Eugenio Montale dedicata al padre, “Voce giunta con le folaghe”. Quando il poeta si reca al sepolcro del genitore, tra giunchi fioriti e vermene, incontra l’altra ombra, disincarnata, e ad essa si congiunge, e insieme, padre e figlio risorgono, scoprorate dal fuoco della vita, si scambiano parole silenziose come quelle che adopera Emanuele nella poesia “Mio padre“: Allo specchio, guardandomi ho visto/ il suo volto/ e col passare degli anni sempre più gli somiglio./ Soprattutto nell’anima/ come la sua sempre pronta/ a dar risposte/ ai bisogni degli altri. Nel riflesso del volto, padre e figlio si ritrovano, nell’Amore che fece le loro forme e le rese somiglianti. L’autoritratto allo specchio, intitolato “Il volto” – come scrive Ennio Cavalli nell’introduzione al libro – “estrae dal  profondo l’anima etrusca del poeta: Ora mi guardo allo specchio/ e vedo un volto antico/ segnato dal tempo/ gli occhi velati, la piega/ amara della bocca […] Il volto fidato di un uomo antico, riemerge, ancora una volta, dallo specchio.

– 

La goccia e lo stelo

La goccia splendente si appoggia
allo stelo che da sotto
felice la guarda.
Pura e bella, rugiada del
cielo.
La luce si frange su di essa,
la passa e la scinde in mille
colori.
Trasforma l’essenza in diamante
di luce.
Ma poi d’incanto lo stelo
si erge
e la goccia silente scivola via.
Il  bello che la sorte
ti dà di portare, d’improvvisio diviene gravoso e
lo perdi
proteso a raggiungere altro.

– 

Emmanuele Francesco Maria Emanuele è professore di alcune delle più prestigiose università italiane, avvocato cassazionista, economista, banchiere, esperto di materie finanziarie e di diritto. E’ anche presidente e amministratore di imprese nazionali e internazionali, nel campo delle costruzioni, chimico, meccanico e finanziario. E’ uno degli uomini più attivi in campo artistico e culturale. Insignito del Dottorato Honoris Causa di Belle Arti dalla s. John’s University di Roma e della Laurea Honoris Causa in Human Letters dall’American University of Rome. Attualmente è Presidente della Fondazione Roma e della Fondazione Roma – Mediterraneo e Presidente Onorario dell’Orchestra Sinfonica di Roma.
Pubblicazioni di poesia:Il lungo cammino” (2008) con prefazione di Lino Angiuli – Premio Margutta – e “Le molte terre“, con prefazione di Maria Luisa Spaziani – Premio Laurentum e Premio Speciale del Presidente nel Premio Letterario Internazionale Mondello.

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