Henrì Cartier Bresson

besson1E’ in corso a Roma, all’Ara Pacis,  fino al 25 gennaio 2015, la mostra del famoso fotografo Henri Cartier Bresson.

Nota di Silvana Lazzarino

Il grande talento e la forte espressività nel cogliere attimi, momenti della vita sociale sotto diversi profili da quello pubblico a quello più privato e domestico rivelandone i molteplici aspetti legati alla quotidianità anche quelli più fugaci e meno visibili, fanno di Henri Cartier Bresson uno tra i più grandi fotografi del secolo scorso, capace di interpretare ogni luogo segreto e intimo del sentire umano con spiccata sensibilità e immediato realismo. La macchina fotografica diventava ogni volta per lui un mezzo al servizio del suo pensiero emotivo e visivo che si apriva ai mille volti di quanto accadeva introno a lui, vicino e anche lontano.

bresson2A dieci anni esatti dalla morte di questo artista, considerato un pioniere del foto-giornalismo, tanto da meritare l´appellativo di occhio del secolo, poliedrico nel mostrarsi versatile anche con la pittura e il disegno, Roma gli dedica un’importate retrospettiva esposta presso il Museo dell’Ara Pacis (26 settembre 2014 – 25 gennaio 2015).

La mostra Henri Cartier-Bresson, promossa da Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e prodotta da Contrasto e Zètema Progetto Cultura a cura di Clément Chéroux storico della fotografia e curatore presso il Centre Pompidou, Musée national d’Art Moderne. è realizzata dal Centre Pompidou di Parigi in collaborazione con la Fondazione Henri Cartier-Bresson.

Henri Cartier-Bresson (Chanteloup-en-Brie 1908 – L´Isle-sur-la-Sorgue 2004) dotato di una straordinaria intuizione visiva e di una spiccata capacità nel cogliere al volo i momenti più fugaci come i più insignificanti nei suoi viaggi attraverso il mondo, nel corso della sua lunga carriera si è soffermato sui grandi momenti della storia coprendo quasi un secolo sottolineando accanto allo spessore realistico talora duro e forte dei fatti in particolare legati alla guerra, l’aspetto emotivo e poetico e quello più spensierato degli anni Sessanta. Come lui stesso affermava: “Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere”.

bresson3Attratto inizialmente dalla pittura e dagli ambienti del surrealismo francese, al ritorno dal suo viaggio in Costa d’Avorio (inizi anni Trenta) comincia ad interessarsi alla fotografia desiderando immortalare gli aspetti della realtà. A sostenerlo in questo percorso sono in particolare due figure: il fotografo intellettuale polacco David Szymin con cui stringe un forte legame di amicizia e il fotografo ungherese Endré Friedmann, poi noto col nome di Robert Capa. Anche il cinema lo affascina e nel 1931 inizia a lavorare come assistente per Jean Renoir per poi nel 1937 firmare il suo primo film “Return to life”. Gli anni del secondo conflitto mondiale tra il prendere parte alla resistenza francese, la prigionia per mano dei nazisti da cui riesce a fuggire, il rientro in patria dove collabora ad un’organizzazione di assistenza ai prigionieri evasi, lo vedono a fasi alterne impegnato nella sua attività di fotografo in particolare nell’immortalare quei momenti drammatici, ma anche di speranza legati agli avvenimenti bellici come nel 1945 quando fotografa la liberazione di Parigi. Alla fine degli anni Quaranta inizia a lavorare per la rivista femminile Harper’s Bazar e nel 1947 insieme a Robert Capa, George Rodger, David Seymour e William Vandivert fonda la famosa Agenzia Magnum. Da questo momento per lui inizia un lungo periodo in cui la sua passione per la fotografia lo condurrà in diversi angoli del pianeta: dalla Cina agli Stati Uniti, dal Canada all’ India, al Giappone, fino all’ Unione Sovietica. In questi spostamenti non manca L’Italia dove compie numerosi viaggi tra il 1950 e il 1970 toccando in particolare la Sardegna.

bresson4La retrospettiva accompagna il visitatore lungo il percorso artistico di Henri Cartier- Bresson in senso cronologico con l’ambizione di mostrare che non c’è stato un solo Cartier-Bresson ma diversi: accanto al fotografo vicino al movimento Surrealista intorno agli anni Trenta è il militante documentarista della Guerra civile spagnola e della Seconda guerra mondiale, il reporter degli anni Cinquanta e Sessanta ed infine, a partire dagli anni Settanta, l’artista più intimista.

In questo senso si sviluppa una nuova lettura dell’immenso corpus d’immagini del grande fotografo, coprendo l’intera sua vita professionale, una lettura che è documento e storia, ma anche trasposizioni di quelle che sono le emozioni legate agli universi più intimi e famigliari. Saranno visibili oltre cinquecento opere tra fotografie, disegni, dipinti, film e documenti, riunendo le più importanti icone, ma anche le immagini meno conosciute del grande maestro: 350 stampe vintage d’epoca, 100 documenti tra cui quotidiani, ritagli di giornali, riviste, libri manoscritti, film, dipinti e disegni. Un viaggio attraverso l’artista e l’umanità coinvolta in eventi e situazioni che hanno cambiato la storia.

bresson5Un viaggio a svelare una doppia visione che da una parte rintraccia la storia dei lavori di Henri Cartier Bresson soffermandosi sull’evoluzione del suo cammino artistico vario e complesso, e dall’altra restituisce la storia del Ventesimo secolo attraverso il suo sguardo di fotografo attento e partecipe. Il suo sguardo riusciva a percepire l’energia di un luogo, l’atipicità di un momento, l’eloquenza di un gesto o di una postura, riuscendo sempre a intuire il momento giusto per immortalarli, per poi archiviarli per sempre nella memoria della sua inseparabile Leica.

Tra i ritratti di personaggi famosi, appartenenti a diversi ambiti, da lui immortalati accanto ad Albert Camus, Coco Chanel, Marcel Duchamp, Mahatma Gandhi, John Huston e Martin Luther King vanno citati Henri Matisse, Marilyn Monroe, Richard Nixon e ancora Ezra Pound, Jean-Paul Sartre ed Igor Stravinsky.

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HENRI’ CARTIER BRESSON
Roma, Museo dell’Ara Pacis, Nuovo spazio espositivo Ara Pacis
Orario: martedì-domenica 9.00-19.00
(fino al 25 gennaio 2015)

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