“Vita sconnessa di Enzo Cucchi”

 

cucchi_dercole-bDall’Introduzione di Carlos D’Ercole

Conosco Enzo Cucchi da una decina d’anni, forse qualcuno in più.
La prima volta deve essere stato a cena fuori dal Moro, dove campeggia la gigantografia dell’oste che ha recitato nel Satyricon di Fellini.Il posto è come dicono gli inglesi, un po’ “stiff”, ingessato. Enzo, come al solito, non era per nulla rilassato, avvertiva la pesantezza nell’aria, perdipiù non poteva fumare.
Prendendo spunto dal mio nome, iniziò a parlarmi entusiasta di Carlos Monzon e si creò forse in quel momento un magica complicità.
Negli anni a seguire ci siamo incrociati tante volte nel centro di Roma, ci siamo scambiati alcune battute, ma senza reciproci approfondimenti.
Eppure rimanevo sempre incurosito da quella magrezza nervosa, da quel camminare incerto avvolto in nuvole di fumo che lo rendevano simile a un personaggio di Andrea Pazienza.
Il suo conversare stralunato prevedeva improvvise punte polemiche sul mondo dell’arte e ne ricavavi la sensazione che, nonostante il successo, fosse rimasto un solitario, in perenne lotta contro l’ennesimo gallerista furfante, l’ennesimo collezionista ignorante, l’ennesimo critico allineato al sistema. […]

 

enzo-cucchi-300x213Dal risvolto di copertina

Il libro è un’indagine plurale sull’identità di un artista singolare, Enzo Cucchi, pittore solitario inquadrato nel brand collettivo della Transavanguardia. Il personaggio e l’opera si assomigliano fatalmente, nella loro gemella doppiezza: almeno agli anni Ottanta ci si è cominciati a domandare chi fosse quest’uomo, e come facesse a realizzare opere così uniche, ma anche come fosse possibile armonizzare in un solo individuo le sue dichiarazioni mirabili e le sue indifendibili provocazioni. Carlos D’Ercole (curatore del volume ndr.) riesce a risolvere questi enigmi, facendo sì parlare Enzo, ma soprattutto le persone che gli sono state vicine, tanto umanamente quanto professionalmente. Tra queste incontriamo artisti, galleristi, amici, collaboratori, che parlano del ruolo insostituibile che la biografia di Enzo svolge nello sviluppo del suo lavoro. Fra i testimoni non ci sono critici e storici dell’arte, perché hanno già detto molto su di lui; forse troppo. E l’immagine che chiude il testo è dinamica, affascinante e poco chiara. Come Cucchi.

Incontri con:
Emilio Mazzoli, Francesco Clemente, Brunella Antomarini, Luigi Ontani, Joseph Helman, Miltos Manetas, Salvatore Lacagnina, Paul Maenz, Bernd Kluser, Mimmo Paladino, Jacqueline Burckhardt, Enzo Cucchi.

Da: “Vita sconnessa di Enzo Cucchi”, a cura di Carlos D’Ercole, Quodlibet, (con illustrazioni), 2014

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Carlos D’Ercole, nato a Madrid nel 1978, è avvocato e collezionista. Conosce Enzo Cucchi da molti anni.

 

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