Un poeta legge un poeta

 

zanzotto1Cari amici di Poesia,

Per partecipare a “Un poeta legge un poeta“, dovete inviare a luigia.sorrentino@rai.it dei vostri video in mp4 in cui leggete una poesia di autore italiano noto, vivente o non più vivente, del secondo Novecento.

Il video deve avere questa struttura

1. non deve superare la durata di 3 minuti;
2. la vostra voce deve essere sempre fuori campo coperta da immagini a vostra scelta;
3. le immagini devono avere un senso rispetto al contenuto della poesia:
4. i video devono essere rigorosamente senza musica, ma possono contenere effetti sonori. Continua a leggere

Claudia Emerson, in punta di piedi

 

emerson1Dopo Mark Strand, il 4 dicembre 2014, se n’è andata a 57 anni, Claudia Emerson, poeta molto popolare negli Stati Uniti.

La notizia è passata quasi inosservata qui da noi perché Claudia Emerson non è mai strada tradotta, né pubblicata, in lingua italiana.

La sua è stata una carriera letteraria rapidissima, iniziata dopo i quarant’anni. Nel 2006  le è stato assegnato il Premio Pulitzer con la raccolta di versi Late Wife (La moglie defunta) e due anni dopo, il titolo di Poeta Laureata della Virginia (2008-2010), con l’incarico di intraprendere iniziative di promozione della poesia in quello Stato. Autrice di cinque raccolte poetiche e di una di prossima uscita, è stata professoressa alla Virginia Commonwealth University.

Nota di Nicola D’Ugo

Claudia Emerson è una delle voci più sottili, intime e concrete della poesia americana: parlare al passato di grandi poeti non ha senso. E poeta anzitutto della memoria, del rapporto tra ambiente, esseri viventi e manufatti, del loro passaggio e consunzione nel mondo e dei caratteri fisico e psicologico della loro percezione. Gioviale fino all’ultimo, col suo bel sorriso, Emerson non ha mai nascosto la propria lotta col cancro, che ha combattuto dal 2013 fino al giorno della sua scomparsa. Con l’avvento dei social network, ho avuto modo di frequentarla dal 2011 su Facebook, che ha sempre continuato ad usare fino all’ultimo delle sue forze, esprimendo i suoi pensieri, le sue passioni, mostrando attraverso istantanee, fotografie del passato e selfie il flusso della propria vita, compresi i momenti in cui era in ospedale, le preoccupazioni che le venivano dal male che combatteva, senza giri di parole, in modo diretto e trasparente come sono i suoi versi articolati. Continua a leggere

Una poesia di Giovanni Nacca

 

anemoni_matisseNell’acerba luce di un febbraio
timidi anemoni dal capo chino
guidano i nostri passi.
Fugaci nella gioia del mattino
si riesce ancora a cogliere il silenzio
nella sequela di derive, di inevitabili frane
senza il timore di trovarci smarriti.

Per tutto il tempo siamo stati noi
leggeri, a girare manopole nelle sere
muovere leve e disegnare nuvole
su cui ricamare lembi di sogni.

Da “Meteorologie” di Giovanni Nacca, con una nota di Anna Ruotolo e foto di Mario Scialdone, (Tipografia Solari – Capua, 2014, in tiratura limitata di 100 copie).

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Giovanni Nacca (1961) ha pubblicato “La linea spezzata” (LietoColle, 2006) e “Feritoie” (Il Faggio, 2010). E’ incluso in diverse antologie e in riviste come “Poesia”, “La mosca di Milano” e “Il monte analogo”. Per molti anni è stato redattore della rivista “Le Muse”. Recentemente ha fatto circolare, in modo quasi clandestino, la plaquette “L’ira del perito imbelle” (2010). Alcune sue poesie sono state selezionate e lette durante la trasmissione “Zapping” di Radio Uno condotta da Aldo Forbice.
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Nell’imagine Henrì Matisse, Anemoni in vaso di terracotta, 1924.