L’altro Novecento della scultura

fabbri

Mostra a cura di
Cristina Sissa e Sara Fontana

Studio d’Arte del Lauro
Via Mosè Bianchi 60 
Milano
Fino al 5 giugno 2015

_____ 

di Alberto Pellegatta 

A distanza di un paio d’anni, sono mancati due grandi scultori italiani, Giancarlo Sangregorio e Alberto Ghinzani.

Entrambi sono presenti con le loro opere nella preziosa mostra dello Studio d’Arte del Lauro di Milano – Sangregorio con un bronzo davvero particolare del ‘60, mentre Ghinzani, da decenni colonna portante del Museo della Permanente di Milano, con due vertiginose steli. milaniUn’occasione unica per scoprire L’altro Novecento della scultura, quella che rinuncia alle inflessioni del discorso novecentista di Sironi o del Futurismo per approdare a un nuovo linguaggio, a una linea lombarda della scultura. In fondo, già Arturo Martini scriveva che «nelle piazze la statua ingombra il traffico; nelle esposizioni divide, chiudendo, un gruppo di pittura da un altro; nelle case moderne è un nonsenso. Quanto al ritratto, sembra presagire il cimitero».

Le opere, raccolte con scrupolo e passione, vanno dagli anni ’50 agli anni ’70 – un periodo di fermento e confronto internazionale. La rassegna si assume il compito, in assenza di interesse da parte delle istituzioni, «di storicizzare lo slancio culturale» di queste importanti ricerche artistiche e far emergere affinità profonde. Insomma, sculture di segno e materia che, «superando la figurazione, hanno dato vita alla grande stagione dell’Informale, ma che in esso non si esauriscono».

ghinzani

Si parte dai più anziani, Fontana ceramista e Melotti, e si prosegue con la tormentata scultura di Agenore Fabbri, con un delicatissimo Nanni Valentini, in cui si bilanciano fragilità e potenza evocativa, e poi con il concettuale ruvido e spezzato di Giuseppe Spagnulo. Ma ci sono anche Somaini, Tavernari, un’opera spiritata di Scanavino, i due Pomodoro (Giò più raffinato e lirico del fratello), e Umberto Milani, ancora troppo poco conosciuto ma violentemente organico. Quindi i più giovani del gruppo: Kengiro Azuma, assistente di Marino Marini a Brera, Carlo Ramous, Alik Cavaliere e il suo bronzeo cespuglio incantato, e Sandro Martini, con un Porcospino stupefacente scolpito a quindici anni.

 

http://www.studiodartedellauro.it

 

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *