In memoria di te, Pier Paolo Pasolini

pasolini-2Il 2 novembre 1975 moriva Pier Paolo Pasolini.

A metà novembre veniva presentato alla stampa “Salò o le 120 giornate di Sodoma“, che suscitò reazioni diverse e controverse. A distanza di quarant’anni da quell’allegoria del potere,  torna nei cinema italiani, restaurato, come momento centrale della commemorazione del suo autore. Il cui destino, secondo David Grieco, sarebbe legato a doppio filo a quel film e all’unico furto con richiesta di riscatto che la storia del cinema abbia mai conosciuto.

salo2La pellicola, restaurata a cura della Cineteca di Bologna e della Cineteca Nazionale, arriva nei cinema italiani oggi, 2 novembre 2015, nella versione integrale.

salo3Ispirato al romanzo del marchese De Sade (ma anche agli scritti di Barthes), con un’ambientazione trasferita nella Repubblica di Salò del 1944, il film doloroso, urticante, ruvido, difficile, non riconciliato, parla al  presente, ed è una metafora di quello che saremmo diventati.

salo4Salò o le 120 giornate di Sodoma“, interpretato da Paolo Bonacelli, Giorgio Cataldi, Uberto Paolo Quintavalle, Aldo Valletti, Caterina Boratto, Elsa De Giorgi tra gli altri, venne prima respinto dalla censura poi, dopo l’omicidio di Pasolini, fu difficile non farlo uscire. Arrivò nelle sale cinematografiche, tagliato e vietato ai minori, ma fu subito sequestrato, oggetto di attacchi neofascisti.

LUIGIA SORRENTINO LEGGE PIERPAOLO PASOLINI

PASOLINI POETA
di Carlo Maria Ossola

Fin dagli esordi in friulano, che comprendono Poesie a Casarsa (1942) e La meglio gioventù (1954; poi ripreso con intenti diversi e notevole incremento di testi: La nuova gioventù, 1975), ben oltre la nozione ermetica di poesia pura, il giovane Pasolini puntava alla scoperta di una lingua intatta, che fosse quasi un equivalente letterario del suo religioso desiderio di purezza (fonderà così nel1945 l’Academiuta di lenga furlana).

Il suo interesse per la poesia dialettale trovò espressione in due importanti antologie: Poesia dialettale del Novecento (in collaborazione con M. Dell’Arco, 1952) e Canzoniere italiano. Antologia della poesia popolare (1955; poi, in versione ridotta: La poesia popolare italiana, 1960); mentre il suo talento di critico letterario, affascinato più dai modelli della critica stilistica (Auerbach, Spitzer, Contini) che dal sociologismo marxista d’ispirazione gramsciana, si esplicò in una serie di interventi sulla letteratura contemporanea, e soprattutto sulla poesia, che sarebbero confluiti in Passione e ideologia  (1960).

Gli anni Cinquanta furono gli anni della sua completa affermazione letteraria. La sua prima notevole raccolta di poesie in lingua, Le ceneri di Gramsci (1957), sembra chiudere definitivamente una stagione della poesia italiana.

 

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