SE SONO PAROLE QUELLE CHE NESSUNO ASCOLTA

Mario Luzi

di Bianca Sorrentino

«Più di quanto potrebbe consolarci / cresce nel vento d’autunno una pallida / primavera tanto a lungo negata, / fioriture di lagrime, di grappoli / nidi d’inesprimibile, alveari, / miele se è il miele che nessuno accoglie, / gemiti rari e parole se sono / parole quelle che nessuno ascolta»: Mario Luzi, con la grazia luminosa dei suoi versi, sarà protagonista del nuovo appuntamento di “Credo soltanto nelle parole”, il ciclo di eventi che la Libreria Zaum di Bari dedica alla poesia italiana del Novecento. Una volta al mese ci incontriamo per immergerci nell’universo poetico di autori che hanno saputo dire il loro tempo, urlando l’improrogabilità dell’impegno civile e avvertendo l’urgenza della bellezza come ha fatto Pier Paolo Pasolini, riempiendo le assenze con la densità delle parole come ci insegna Cristina Campo, attraversando e lasciandosi attraversare dalla malattia e dall’amore che ferisce – penso tra tutti ad Amelia Rosselli. Continua a leggere

Osip Mandel’štam

Nota d’introduzione
di Gianfranco Lauretano

Nel 1913, quando il mondo intero stava per fare un doppio salto nel vuoto, trascinato dalla guerra mondiale e dalla Rivoluzione, a San Pietroburgo un gruppo di poeti si inseriva autorevolmente nella letteratura russa, rompeva i legami con il simbolismo tra Otto e Novecento, alla ricerca di un realismo autentico e concreto, mosso dalla volontà di raggiungere l’acme delle cose, toccare la loro essenza. Di quel gruppo facevano parte Sergej Gorodeckij, Nikolaj Gumilëv, Anna Achmatova e Osip Mandel’štam.
Quello stesso anno Mandel’štam dava alle stampe la sua prima raccolta di versi, La pietra. La sua poesia è intrisa di sentimenti primari, oggetti, viandanti, specchi, dita che scivolano sulla superficie del mondo e sulla carne. I suoi versi sono pietre levigate, limate con tenacia e sapienza. Il suo è un gesto poetico netto, puro, indomabile. Continua a leggere

“L’indecenza della forma”, Pasolini nella stanza della tortura

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di Daniele Campanari

Parla il poeta, finalmente, anche se ha parlato più volte. Ma per quante siano state le occasioni, sembra che non sia mai abbastanza. Si dice allora che è necessario il bisogno di esprimersi con più mandate: così com’è per la chiave che apre la porta, ogni giro vale una serie di parole dette con l’arte sulla lingua. Si entra, in questo caso, a teatro. Ad aprire il sipario, in prima nazionale lunedì 13 febbraio al Teatro Argentina di Roma, è Pier Paolo Pasolini. Non lui in persona, ci mancherebbe, ma la sua anima prestata agli attori in scena: Francesca Benedetti e Sebastian Gimelli Morosini, sapientemente guidati da Marco Carniti. Il nuovo testo de “L’indecenza della forma” (Pasolini nella stanza della tortura) porta invece la firma di Giuseppe ManfridiContinua a leggere

“Credo soltanto nelle parole”

Pasolini-nuova

Pier Paolo Pasolini

Nota di Bianca Sorrentino

«Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere»: così recita l’aforisma di Ennio Flaiano cui si ispira il titolo del ciclo di incontri sulla poesia italiana del ’900 che si terrà a Bari, a partire da gennaio, presso la Libreria Zaum, piccolo scrigno di bellezza, terreno fecondo in cui germogliano iniziative originali e di spessore.

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UMANA, TROPPO UMANA

marilynPoesie per Marilyn Monroe
A cura di Fabrizio Cavallaro e Alessandro Fo

Il 1° giugno del 2016 Marilyn Monroe avrebbe compiuto novant’anni. Questa raccolta intende ricordarla con un omaggio alla sua (ferita) grandezza. Sulla scia dei versi che le dedicarono Pier Paolo Pasolini e Dario Bellezza, molti poeti italiani di oggi si sono qui ritrovati per celebrarla con una tenera e partecipata ‘offerta musicale’ nella forma di una ghirlanda di liriche. Ne scaturisce un ritratto di Marilyn Monroe a più dimensioni. Continua a leggere