Una poesia di Emily Dickinson

AMHERST, MA - SEPTEMBER 4: A daguerrotype of Emily Dickinson at age 16, is displayed at the Emily Dickinson Museum in Amherst, Wednesday, Sept. 4, 2013. (Photo by Wendy Maeda/The Boston Globe via Getty Images)

(Photo by Wendy Maeda/The Boston Globe via Getty Images)

Nota di Luigia Sorrentino

Rileggendo a distanza di molti anni “Il giardino dei Finzi-Contini” di Giorgio Bassani, mi sono trovata di fronte a una poesia di Emily Dickinson “Morii per la Bellezza” ( “I died for Beauty”) inserita nel romanzo.

Il personaggio di Micòl traduce la poesia in italiano e poi la consegna al suo amico d’infanzia anticipando, attraverso i versi della poetessa statunitense, il destino tragico che attende la sua famiglia dopo la promulgazione delle leggi razziali fasciste del 1938. A parlarsi sono due persone già morte. Entrambe sono state tradite dalla morte della Bellezza e della Verità.

 

La Storia sta facendo il suo corso. Micòl odia il futuro, sa cosa l’attende e per questo decide di chiudere fra le mura del suo giardino la Bellezza separando da sé “il fallimento della Verità”. Bassani, dunque, fa una cosa straordinaria: attraverso la poesia della Dickinson costruisce un monumento a Micòl che non è più soltanto l’amata, ma un luogo mitico, inviolato e eterno dal quale la memoria non si separerà mai più, al punto che quando la vicenda della ragazza si concluderà con la deportazione nei campi di sterminio nazisti, si interromperà anche la vicenda del suo protagonista.

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Morii per la Bellezza
di Emily Dickinson

Morii per la Bellezza, da poco ero stata
Deposta nel sepolcro
Quando uno morto per la Verità, fu disteso
In una stanza accanto –

Chiese dolcemente “Perché hai fallito?”
Dissi – “Per la Bellezza” –
“Io per la Verità” –  le due cose sono una sola,
“Siamo fratelli” – disse.

Così, consanguinei della notte
Abbiamo parlato da una stanza all’altra
Fino a quando il muschio raggiunse
Le labbra, coprì i nomi.

(Traduzione di Luigia Sorrentino)

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I died for Beauty
di Emily Dickinson

I died for Beauty – but was scarce
Adjusted in the Tomb
When One who died for Truth, was lain
In an adjoining Room –

He questioned softly “Why I failed”?
“For Beauty”, I replied –
“And I – for Truth – Themself are One –
We Bretheren, are”, He said –

And so, as Kinsmen, met a Night –
We talked between the Rooms –
Until the Moss had reached our lips –
And covered up – our names –

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Emily Dickinson, poetessa statunitense è considerata tra i maggiori poeti lirici del Diciannovesimo secolo. Nacque nel 1830 ad Amherst (Stati Uniti), nella regione occidentale del Massachusetts, da una famiglia borghese di tradizioni puritane. I Dickinson erano conosciuti per il sostegno fornito alle istituzioni scolastiche locali. Non lasciò quasi mai la casa, solo per piccoli e brevi viaggi, né il suo paese natio. Nel 1855 compì un viaggio a Washington e a Philadelpia, dove conobbe il reverendo Wadsworth. Quando Emily Dickinson aveva venticinque anni decise, dopo un breve viaggio a Washington, di estraniarsi dal mondo e si rinchiuse nella propria camera al piano superiore della casa paterna, anche a causa del sopravvenire di disturbi nervosi e di una fastidiosa malattia agli occhi, e non uscì di lì neanche il giorno della morte dei suoi genitori. Credeva che con la fantasia si riuscisse a ottenere tutto e interpretava la solitudine e il rapporto con sé stessa come veicoli per la felicità. Al momento della sua morte la sorella scoprì nella camera di Emily 1775 poesie scritte su foglietti ripiegati e cuciti con ago e filo contenuti tutti in un raccoglitore. Prima della sua morte, vennero pubblicati solo sette testi. Oggi, Emily Dickinson viene considerata non solo una delle poetesse più sensibili di tutti i tempi, ma anche una delle più rappresentative. Alcune caratteristiche delle sue opere, all’epoca ritenute inusuali, sono ora molto apprezzate dalla critica e considerate aspetti particolari e inconfondibili del suo stile. Le digressioni enfatiche, l’uso poco convenzionale delle maiuscole, le lineette telegrafiche, i ritmi salmodianti, le rime asimmetriche, le voci multiple e le elaborate metafore sono diventati marchi di riconoscimento per i lettori che anno dopo anno l’hanno apprezzata e tradotta. Emily Dickinson morì di nefrite nello stesso luogo in cui era nata, ad Amherst, nel Massachusetts, il 15 maggio 1886 all’età di 55 anni.

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Commenti

  1. La grandissima Emily Dickinson. Sempre grandissima. Malgrado le tombe, anzi, sulle tombe, della poesia, e sui muschi, che la coprono, aprendola, il miglior mattino.

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