Valentino Zeichen non potrà più vivere nella casa-baracca sulla via Flaminia

valentino-zeichen-749675Aggiornamento del 29 aprile 2016 alle ore 10.00 
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Valentino Zeichen è stato trasferito stamattina al Santa Lucia di Roma, Ospedale di alta specializzazione per la riabilitazione neuromotoria. Il poeta è stato colpito da un grave ictus la mattina del 17 aprile 2016, le sue condizioni di salute sono migliorate e questo ha reso possibile il trasferimento dal San Camillo nel quale era stato ricoverato in un primo momento e per diversi giorni.

Una prova durissima attende il poeta, il programma riabilitativo e di recupero che potrebbe durare anche diversi mesi. Ma l’elevata professionalità del personale sanitario, lascia ben sperare.
Marta Zeichen, unica figlia del poeta, fa sapere che la struttura sulla Via Flaminia nella quale Zeichen ha vissuto fino a pochi giorni fa, (qui sotto nella foto), non è stata occupata come è stato riferito da alcuni siti internet, ma si è detta “preoccupata” per il futuro del padre. Secondo l’editore Elido Fazi , sostenuto dalla comunità dei poeti e degli artisti amici di Zeichen, Valentino non potrà più abitare nella povera casa sulla Flaminia, nonostante lì ci siano tutti i suoi ricordi.

casa_zeichenValentino Zeichen è uno dei pochi poeti italiani che nella vita ha fatto soltanto il poeta, l’artista,  difendendo la sua autonomia e la sua libertà. Al centro della sua poesia  la città di Roma, che ha profondamente amato e dove ha sempre vissuto.

Ad Antonio Gnoli in un’intervista uscita su Repubblica, Zeichen parlando della sua poesia aveva affermato: “La mia poesia è senza speranza. Non parlo di mondi onirici. Nella mia poesia entra la comicità, l’ironia, la precisione. Ci sento lo zampino della matrigna, una musa crudele e involontaria e quindi la diffidenza verso il sentimento. O meglio: verso la menzogna del sentimento. Esiste una purezza della poesia alla quale sono fedele. L’esclusione del cuore. Non mento mai. Il meccanismo della scrittura può ingannare il lettore, ma non la sostanza che abita la poesia”.

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