Addio a Derek Walcott

 

Derek Walcott e Luigia Sorrentino.  American Academy in Rome – 19 marzo 2011, Credits ph. Fabrizio Fantoni

di Luigia Sorrentino

«La mia razza iniziò come iniziò il mare», scrive Derek Walcott in una delle sue poesie più famose,  Nomi. «Ma qual è la razza di Derek Walcott? E come iniziò il mare?»

Questa è una delle numerose domande che posi a Derek Walcott quando lo incontrai per un’intervista nella sua residenza all’American Academy in Rome, il 19 marzo 2011. Il poeta rispose : «Quando dico la mia razza intendo la razza caraibica, una mescolanza di razze diverse. Nei Caraibi, sono rappresentati tutti i continenti del mondo: cinesi, siriani, francesi, africani. Dunque, – disse – quando è iniziato il mare, con la scoperta della vita, è iniziata anche la razza, e la mia razza è la summa di tutti gli elementi della natura che l’hanno generata, predisposta.»

La  prima formazione di Derek Walcott avviene al Saint Mary’s College di Santa Lucia, dove insegna la madre Alix, un’attrice dilettante, che per prima trasmetterà a Derek l’amore per la poesia e per il disegno. La madre sarà il motivo ispiratore di tutta l’opera poetica di Walcott. Alla scomparsa di Alix, il poeta – orfano di padre da quando aveva un anno – dedicherà proprio a lei uno dei suoi poemi più belli, Prima luce, un canto di gratitudine per avergli offerto il dono della vita: “luce silenziosa del mattino su steli d’erba lucente”, scrive in uno dei suoi versi.
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Valentino Zeichen non potrà più vivere nella casa-baracca sulla via Flaminia

valentino-zeichen-749675Aggiornamento del 29 aprile 2016 alle ore 10.00 
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Valentino Zeichen è stato trasferito stamattina al Santa Lucia di Roma, Ospedale di alta specializzazione per la riabilitazione neuromotoria. Il poeta è stato colpito da un grave ictus la mattina del 17 aprile 2016, le sue condizioni di salute sono migliorate e questo ha reso possibile il trasferimento dal San Camillo nel quale era stato ricoverato in un primo momento e per diversi giorni.

Una prova durissima attende il poeta, il programma riabilitativo e di recupero che potrebbe durare anche diversi mesi. Ma l’elevata professionalità del personale sanitario, lascia ben sperare. Continua a leggere