Nadia Agustoni, “Racconto”

copyright photo: Poesia, di Luigia Sorrentino

copyright photo: Poesia, di Luigia Sorrentino

di Luigia Sorrentino

Nadia Agustoni dopo “Lettere della fine” pubblicato nel 2015 con la collana “licenze” Vydia Edizioni, ci consegna un nuovo libro di poesie, “Racconto“, nella collana “i domani” Nino Aragno Editore, curata da Maria Grazia Calandrone, Andrea Cortellessa e Laura Pugno. Con questa raccolta la Agustoni consacra la seconda fase della sua produzione poetica inaugurata proprio con le “Lettere“, opera seconda classificata al Premio Poesia Città di Fiumicino 2016.Entrando in questo “Racconto” troviamo una scrittura estremamente pacificata che costruisce in frammenti, un mondo “perduto per sempre” e al tempo stesso, di totale accoglienza. Qui siamo di fronte a un io che guarda le cose e crede in una realtà osservata da una nuova prospettiva, tanto che persino la morte non è più una risposta,  ma “un’altra risposta” che “la fine rovesciava“.

Non è un caso che la Agustoni citi in esergo Herman Melville – autore qui di imprescindibile riferimento – : “Non vorreste dirmi nulla su di voi?” “Avrei preferenza di no“. Ed è proprio il distacco dalla vita reale vissuta dalla protagonista a confermarci che l’autrice è lontana dalla condizione della poetessa-operaia che per troppo tempo le è stata cucita addosso. Alla domanda: “Non vorreste dirmi nulla su di voi?” la Agustoni risponde con le parole della poesia. Il viaggio che compie il libro conduce il lettore verso l’ignoto dove avviene l’incontro con la poesia, nel quale la parola finisce per poi tornare a rigenerarsi in un’altra parola. Per questo la Agustoni in uno dei suoi componimenti più brevi scrive:  “non possiedo nulla ma la rosa/ è dentro la rosa la parola finisce/ / :da luce di girasoli diventa neve/ l’alba è una parola senza frase:”.

 

ESTRATTI

i nostri libri in un mondo di poveri
e i giorni, chiami una volta le parole
di un fuori, come il vero:

:il ripetersi di pianura portata via
la casa portata via
le parole così sole:

ma sta nei canali negli alberi
e nel chiarore come esiste a guardarlo
il racconto

:le frasi sono il ricordo
il vivere andato nel prato
con le primule:

sei passata insieme alle cose belle
le cose che dico il loro nome
e non soffrono.

**

sono venuti con gli occhi a guardarci pulire
il piatto col pane, mangiare dall’otre pieno
sputando il nocciolo di frutti che vengono
ogni stagione:

la storia li ha fatti con pezzi bruciati di boschi
e case divelte, camminano a cento con borse
di plastica del supermercato il filo di ferro
nel collo nei piedi:

nessuno parla per loro solo quelli
che insegnano l’aria li inseguono
gli altri stiamo a guardarli con frasi
senza terra e il buio:

:portano i nostri sassi e muti l’erba in bocca:

**

aveva un sacchetto di plastica
mangiava con le mani
l’inverno era nei campi
non finiva mai la vita

scorticai il lupo delle storie presi gli avanzi

capivo come il bene non è vinto

qualcosa tremava sempre ma
c’era domenica per sapere il mondo
e portavano i vestiti con l’aria
il sonno con le fabbriche

ora è tutto dietro le spalle
con il padre morto che scherniva
la morte.

___

Nadia Agustoni (1964), vive e lavora a Bergamo.
Tra le sue pubblicazioni di poesia: “Grammatica tempo”, 1998; “Icaro o dell’aria”, 2002; “Poesia di corpi e di parole”, 2006; “Dettato sulla geometria degli spazi”, 2007; “Il libro degli haiku bianchi”, 2009; “Taccuino nero”, 2011; “Il peso di Pianura”, 2013; “lettere della fine”, 2015.

 

 

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *