Lucia Brandoli, “Anello di prova”

luicia_brandoli

Lucia Brandoli: ” ‘Anello di prova’ è una raccolta di 47 poesie che ha ricevuto una menzione speciale al Premio Rimini nel 2016 ed è stata pubblicata da Raffaelli Editore in ottobre. Tra una cosa e l’altra ci ho lavorato una decina d’anni…”

Dalla Prefazione di Marco Sonzogni

Ogni passaggio in questo libro lascia effettivamente la sensazione che si sia compiuto uno strappo e che altri strappi possano presto compiersi: cerchi concentrici innescati dalla pietra di un’anima sensibile, attenta e reattiva che non si accontenta della superficie delle cose. L’autrice impugna la parola e agisce con la forza e la precisione di un micidiale scalpello: rimosso il silicone della superficialità (“attenta a non concentrare/ il contenuto in superficie”) e dispersa la nebbia della banalità (“Amo tutte/ le cose brutte, che hanno sopportato,/ che hanno imparato a reggere/ l’imbarazzo del mezzo, circondate”), è possibile pensare di cercare l’essenza delle cose. A piccole dosi. A sprazzi. Anche alle cieca. Anche senza ricompense. Mettendo sotto scrutinio lo strumento stesso che documenta questa ricerca: la lingua.


Animali status

 

In quella casa ci sono i fenicotteri – mi dicevi.

Non ti ho creduto, ma c’erano.

Come una volta i pavoni, oltre le siepi

oltre la curva di via Piave,

dai cavalli, oltre il filo elettrificato

dei recinti. Rosa e bianchi,

rosa e rossi, agganciati

ai cancelli verdi. I fenicotteri

sono rimasti fermi, come noi

che ce li guardavamo, fermi,

assaporando la tua ragione

e il mio stupore.

Poi ce ne siamo andati

sulla scia di un’altra coppia,

invidiando i palazzi della zona.

L’amore: una volta sapevi cosa fosse.

Ai tempi dei problemi semplici e non

delle tratte complesse, tra Necci e Pavè,

i paesi del nord e gli Appennini

silenziosi sotto neve, coperti da Google Maps.

 

Col forno non hai mai avuto

un buon rapporto, come con gli altri

elettrodomestici del resto, paralizzata

dal pudore ispirato dalle cucine degli altri,

regolate da un ordine intimo, a te sconosciuto.

 

In una casa piena di Monet, Kandinskij e Chagall

il tuo corpo nudo attira l’attenzione

quasi come una corrente classica,

una stagione intera, attraversa

le ante degli specchi fino a me.

 

 

Una morte distratta

 

Hai sognato di essere la morte

di abitare in una torre col telefono,

con una sola scala sospesa

il freddo esalato dai mattoni.

Il carnevale si avvicinava

coperto di risate e cerone

come ogni carnevale che si rispetti,

e come a ogni carnevale

io piangevo, nel mio vestito di tulle, vestito da fata.

C’erano volute ore per quel trucco, che ora si scioglieva

lentamente, lungo il collo.

C’erano volute ore,

e una bacchetta.

 

Hai sognato di essere la morte

o di vivere nel suo costume

una morte silenziosa,

una morte distratta,

con gli occhi scavati di delusione

per un ingaggio perso.

 

Alla parata c’erano volute ore

per arrivare, e lentamente superare

la tua torre. Ma tu non eri sceso.

Non te ne sei accorto.

Così hanno proseguito, i pagliacci, le fate,

i trans e i giocolieri, voltandosi di tanto in tanto,

ma nemmeno troppo.

Il carnevale non si preoccupa, né pensa.

E di tempo, in fondo, ce n’era stato,

abituati com’erano al tempo perso,

tu avevi atteso, vestito, non avevi ascoltato.

Tre messaggi in segreteria:

avevano tanto bisogno di una morte,

ma tu non rispondevi.

 

 

Apparizioni

 

La madonna è sempre una bella cosa,

quando ci si presenta. Di solito accade

ai viaggiatori sui treni, agli abitanti

delle stazioni. Allevo

una piccola anomalia,

con tutta la cura

della delusione, con l’attenzione dei vinti

al dettaglio, dispersi sulle strade

parallele al centro, sui circuiti

dei fiumi. Dei letti vuoti

passata la tempesta, dei pavimenti

dopo lo sforzo

della vita, che hanno visto

i piedi e la voglia, le caviglie di tutti

gli oggetti, che ci hanno osservato al buio

di case improvvisamente più nostre.

anello-di-prova_copertinaLucia Brandoli (Modena, 1989) è autrice del reportage narrativo Exit (Hacca, 2015; prefazione di Andrea Bajani). I suoi racconti sono apparsi su Inutile, Abbiamo le prove, Cadillac e Flash Fiction. Ha scritto per Rivista Studio, Doppiozero, minima&moralia, Prismo, Artribune, Flash Art Italia e Filmidee. Ha studiato architettura a Porto, Berlino, Ferrara e Jodhpur. Anello di prova è la sua prima raccolta di poesie. Vive soprattutto a Milano.

 

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *