Francesco Scarabicchi, “Il prato bianco”

978885842463GRAIl prato bianco uscí da un piccolo, raffinato editore, l’Obliquo, nel 1997. Era la terza raccolta poetica di Francesco Scarabicchi, che con quel libro entrava a pieno diritto fra i maggiori poeti italiani contemporanei, confermandosi poi a piú riprese nei vent’anni che sono seguiti. L’atmosfera invernale evocata fin dal titolo fece parlare Gian Carlo Ferretti di «uno scenario dominato dal gelo, dalla neve, dal bianco, quasi immagini di un mondo in letargo, invisibile, ma segretamente vivo e disposto al risveglio». È in questa situazione di apparente abbandono che le immagini della natura si fanno precise: prati, serre, fiori, alberi: descrizioni realistiche ma anche metafore a indicare cura e accudimento. Sono paesaggi di una natura coltivata, non selvaggia, e questo accudimento meticoloso, nonostante l’ala fredda che incombe su persone e cose, sembra essere la cifra dell’umanità che emerge da questi versi, già a partire dalla prima poesia. Curarsi di ciò che sopravvive, celebrare senza retorica ciò che è destinato a non sopravvivere: quella di Scarabicchi è una malinconia composta e quasi serena anche quando, nel nucleo centrale del libro, viene affrontato piú direttamente il tema della morte: e sono forse le poesie piú intense di tutto il libro.

 

 

ESTRATTI

«Così dunque si muore
tra bisbigli
che non sai afferrare».

*

«E dopo?
Dopo semplicemente,
la vana solitudine del sogno».

**

«Viene
l’aria dell’anno
dal giardino:

cosa avrà in serbo
il giovane gennaio
col suo gelo?»

**

«Senza nome né lapide:
per cosa
le ignote sepolture
di febbraio?»

*

«Solo il dolore,
solo il dolore calmo,
senza pena».

**

«Agli occhi
senza sogni
che rimane?»

*

«Ogni volta
il silenzio
attende i resti».


Francesco Scarabicchi
è nato nel 1951 ad Ancona, dove vive. Ha pubblicato il suo libro d’esordio nel 1982: La porta murata, con introduzione di Franco Scataglini (Residenza), a cui sono seguiti Il viale d’inverno (l’Obliquo 1989), Il prato bianco (l’Obliquo 1997), Il cancello 1980-1999 (peQuod 2001), L’esperienza della neve (Donzelli 2003), Il segreto (l’Obliquo 2007), Frammenti dei dodici mesi, con quattordici foto di Giorgio Cutini (l’Obliquo 2010), L’ora felice (Donzelli 2010), Nevicata, con venticinque acqueforti di Nicola Montanari (Liberilibri 2013), Con ogni mio saper e diligentiaStanze per Lorenzo Lotto (Liberilibri 2013), Non domandarmi nulla, traduzioni da Machado e García Lorca (Marcos y Marcos 2015). Einaudi ha ripubblicato Il prato bianco (2017).

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