I Sapienti e i Fanciulli

i-sapienti-e-i-fanciulli-TeatroOutOff-2016-1

Milo De Angelis

A Teatro Aut-Off di Milano il 14 e il 15 febbraio 2017 Milo De Angelis presenterà due serate di letture di poesie dal titolo I SAPIENTI E I FANCIULLI. A cura di Milo De Angelis.

PROGRAMMA

14 febbraio – ore 21 – ingresso libero

Letture dei poeti Franco Loi, Giancarlo Majorino, Giampiero Neri

15 febbraio – ore 21 – ingresso libero

letture dei poeti Lorenzo Babini, Alessandro Bellasio, Damiano Scaramella

ore 18.00, ingresso libero

Presentazione del libro “La ragazza Carla” di Elio Pagliarani
Prefazione di Aldo Nove

Con Aldo Nove – Letture di Carla Chiarelli
Interviene Alberto Saibene regista del film omonimo prodotto da Mir Cinematografica e CDV con Rai Cinema.

TEATRO OUT OFF
via Mac Mahon, 16
20155 Milano

Milo De Angelis è nato nel 1951 a Milano, dove insegna in un carcere di massima sicurezza. Ha pubblicato Somiglianze (Guanda, 1976); Millimetri (Einaudi, 1983); Terra del viso (Mondadori, 1985); Distante un padre (Mondadori, 1989); Biografia sommaria (Mondadori, 1999); Tema dell’addio (Mondadori, 2005), Quell’andarsene nel buio dei cortili (Mondadori, 2010), Incontri e agguati (Mondadori, 2015). Ha scritto il racconto La corsa dei mantelli (Guanda, 1979 e poi Marcos y Marcos, 2011) e un volume di saggi (Poesia e destino, Cappelli, 1982). Nel 2008 è uscito Colloqui sulla poesia, dove appaiono le sue principali interviste. Nel 2017 pubblica presso Mimesis una seconda raccolta di interviste (con DVD di Viviana Nicodemo) e presso Mondadori la raccolta completa dei suoi versi (Tutte le poesie di Milo De Angelis) Ha tradotto dal francese e dalle lingue classiche.

Franco Loi (Genova 1930) È autore di numerose raccolte poetiche in cui ha saputo fondere una poesia di ampio respiro narrativo e improvvisi slanci lirici. A partire dai primi anni Ottanta ha intensificato la sua attività in campo editoriale, divenendo tra l’altro anche un apprezzato critico letterario e collaboratore di riviste e quotidiani. Nei suoi testi usa un dialetto milanese molto aperto alle contaminazioni, intrecciando voci diverse: dal dialetto milanese della tradizione letteraria al gergo dialettale proletario e sottoproletario non solo milanese, dagli arcaismi ai forestierismi, fino ai neologismi e alle sue personali invenzioni, ottenendo un impasto linguistico di forte originalità espressiva, che spesso si nutre di polemica sociale e talora anche politica.

Giampiero Neri (Erba, 1927) Suoi riferimenti letterari sono Campana, Ungaretti, e in particolare l’opera di Beppe Fenoglio. Inoltre, approfondisce lo studio dei grandi storici antichi e moderni, e dei filosofi Thomas Hobbes e Carl Schmitt. Grande influenza hanno su di lui anche autori orientali, come Lao Tzui, e il maestro yoga Milarepa. Neri ha pubblicato su riviste letterarie, come «Almanacco dello Specchio», «Paragone», «Resine», fino al 1976, anno in cui ha esordito con la prima raccolta di poesie L’aspetto occidentale del vestito (Guanda). Nel 2009, con l’opera Paesaggi inospiti, Neri ha vinto a Salerno il premio internazionale di poesia “Alfonso Gatto”. Il 2012 è l’anno de Il professor Fumagalli e altre figure (Mondadori), l’opera in prosa, talvolta poetica, altre narrativa. Il primo dicembre 2014, a Roma, nella Biblioteca del Quirinale, gli è stato attribuito il Premio Dante Alighieri.

Giancarlo Majorino, poeta e critico, insegna alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Tra le opere di poesia, per gran parte raccolte in un “elefante” Garzanti (Autoantologia , 1999), ricordiamo La capitale del nord (Schwarz 1959, riedita nel 1994 dalle Edizioni dell’Arco, Milano); Lotte secondarie (Mondadori, 1971); Equilibrio in pezzi (Mondadori, 1971); Sirena (Guanda, 1976); Provvisorio (Mondadori, 1984); Testi sparsi (Prova d’autore, 1988); La solitudine e gli altri (Garzanti, 1990); Cangiante (Scheiwiller, 1991); Tetrallegro (Mondadori, 1995); Le trascurate (Stampa ed. 1999); un libro misto di prose e versi Ricerche erotiche (Garzanti 1986); un testo in prosa con litografia di Alik Cavaliere Qui e altrove (a cura Upiglio, Fondazione Floriani,1992). E’ stato cofondatore e redattore responsabile della rivista culturale Il corpo, della rivista Manocomete e cofondatore e direttore della rivista di poesia Incognita. Tradotto in inglese, francese, russo, spagnolo, figura in più antologie straniere; suoi testi e saggi interpretativi sono apparsi sulle più importanti riviste italiane e su alcune riviste straniere. Numerosi i suoi testi teatrali, più volte rappresentati.

Lorenzo Babini è nato nel 1990 a Ravenna ma vive e lavora a Milano, dove si è laureato in Filologia Moderna con una tesi dal titolo “Somiglianze” di Milo De Angelis. Edizione critica e commentata. Ha collaborato con riviste di letteratura e case editrici come critico e redattore. Nel 2014 ha tradotto dal francese L’inferno del bibliofilo di Charles Asselineau. Per la poesia ha vinto i premi Violani Landi 2014 e Le Stanze del Tempo 2015. Nel febbraio 2016 è uscita per l’editore Carta Canta la sua prima raccolta, dal titolo Santa Ricchezza, vincitrice come Opera Prima del Premio Città di Como 2016 e del Premio Solstizio 2016.

Damiano Scaramella (Palestrina, 1990) è laureato in Lettere moderne a Roma, attualmente vive a Milano, dove studia e lavora. Partecipa alle iniziative della Casa della Poesia. Ha tenuto letture a Roma, Milano, Bologna e Modena. Selezionato dal Centro di poesia contemporanea dell’Università di Bologna per l’edizione 2013 del festival di poesia AmoBologna, e vincitore, nello stesso anno, del Premio U29 del PoesiaFestival di Modena. Ha collaborato con riviste e periodici della provincia di Roma.

Alessandro Bellasio, è nato a Milano, dove vive e lavora come insegnante. Suoi interventi di critica letteraria sono apparsi online su alcune riviste tra cui “La Balena Bianca” e “Nuovi Argomenti”. Da anni lavora alla sua prima silloge, Nel tempo e nell’urto, di cui propone questa sera una scelta di testi. In questa raccolta, dominata da un sentimento di imminenza violenta e inaggirabile – lo stesso che pervade la sua città e i luoghi di essa a lui più cari – la parola poetica si fa carico del presagio e della minaccia come momenti totalizzanti e decisivi per l’epifania del senso, che può nascere solo dall’attrito con essi, avvertito come assoluto.

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *